Mussolini, Turandot, la jella incombe su Salvini. E per l’Italia un futuro di carta straccia…

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 10 Agosto 2019 13:22 | Ultimo aggiornamento: 10 Agosto 2019 14:57
giuseppe turani

Giuseppe Turani

ROMA – Bisognerebbe ricordare a Salvini che l’ultimo che ha chiesto e ottenuto i pieni poteri è stato poi arrestato lungo il lago di Como travestito da tedesco, fucilato e poi appeso in piazzale Loreto. Anche se è successo vent’anni dopo, pare che non porti bene. E anche Nessun dorma, l’aria della Turandot che sigla alcuni comizi di Salvini, non si può dire che sia il massimo del portafortuna: Puccini è morto dopo averla composta senza poter finire l’opera, Pavarotti, che ne aveva fatto un cavallo di battaglia, ha fatto anche lui una brutta fine.

Ma lui, Salvini, ovviamente, conta di cavarsela meglio, scrive Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business. 

Per riuscirci, o almeno per tentarci, ha in mente un percorso, molto semplice:

1- Uscita dall’euro e dall’Europa.

2- Banca d’Italia completamente asservita al Governo: il Governo stampa titoli di stato e Bankitalia compra, stampando nuova moneta.

3- In questo modo lo Stato potrà fare e disfare ponti e strade e distribuire soldi a volontà. I soldi, in questo schema, non saranno più un problema: basterà chiedere-ordinare a quelli di Bankitalia. I torchi possono girare anche di notte e nei giorni festivi.

4- Di fatto si andrà verso la costruzione di un Paese fatto soprattutto di carta straccia, che nessuno vorrà nel mondo.

5- Ma a Salvini questo interessa poco. Il suo orizzonte non arriva oltre i confini nazionali, che giustamente lui presidia con tanta buona volontà e tanta inefficienza.

In parole semplici, il percorso nel quale Salvini si sente immerso (come nostro salvatore) conduce esattamente a una repubblica sudamericana, fame e miseria. Moneta di zero valore nel mondo, convertibile in niente. Comprare un iPad costerà 10 milioni di lire e l’iPhone ve lo potete scordare. Le auto solo per quelli veramente ricchi. Le vacanze? Sette giorni all’anno. In colonia per il ceto medio. Altri scenari non sono possibili.

Buon voto.