Rai: Tarantola e Gubitosi al gioco delle tre torri

di Paolo Gentiloni
Pubblicato il 25 Giugno 2012 12:13 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2012 12:14

ROMA – Nelle prossime settimane il nuovo vertice Rai potrebbe trovarsi subito alle prese con una patata bollente: il destino di Rai Way, la società che gestisce gli impianti di trasmissione dell’azienda. Prima, ovviamente, il nuovo vertice dovrà essere insediato attraverso una procedura che è in pieno svolgimento. Martedì potrebbero essere eletti dalla Commissione di Vigilanza Rai i sette consiglieri d’amministrazione che la Legge Gasparri attribuisce alla nomina parlamentare. Il condizionale è d’obbligo perché si susseguono in queste ore voci su richieste di rinvio da parte di un Pdl che appare per la prima volta diviso perfino in materia televisiva.

La fumata bianca non è dunque ancora certa. Se ci sarà, il percorso verrà poi completato entro i primi di luglio con un nuovo voto, questa volta a maggioranza qualificata, per confermare la dottoressa Anna Maria Tarantola nel ruolo di Presidente. E infine con la decisione “concertata” tra azionista e Cda di nominare Luigi Gubitosi Direttore generale della Rai.

Quando verranno insediati, Gubitosi e Tarantola dovranno affrontare tra le altre urgenze il dossier sul cosiddetto gioco delle torri. Dieci anni dopo lo stop del Ministro Gasparri che impose alla Rai di rinunciare a un ottimo affare concluso con la statunitense Crown Castle (provocando, per inciso, un evidente danno all’azienda pubblica) le decisioni sul futuro delle “torri”, ossia degli impianti di trasmissione Rai, sono di nuovo all’ordine del giorno.

Se la Rai decidesse di rinunciare alla linea “stand alone” fin qui seguita, dovrebbe scegliere tra diverse opzioni, a partire dall’alternativa tra cessione totale o parziale di Rai Way. Ancora più delicata sarebbe la scelta del soggetto cui vendere in tutto o in parte la società delle torri. Si tratta infatti di un mercato praticamente dominato dal gruppo Elettronica Industriale-Dmt, la cui concentrazione è stata autorizzata alcuni mesi fa dall’antitrust sia pure con alcune severe condizioni che renderebbero complicata una ulteriore concentrazione con Rai Way.

Ciò nonostante nei mesi scorsi sono andati avanti contatti tra il quasi monopolista e Rai Way, ovviamente in gran segreto, non solo per la consueta riservatezza che circonda questo genere di operazioni, ma anche perché il gruppo Eletttronica Industriale-Dmt fa capo a Mediaset e farlo diventare una sorta di operatore di rete unico, come avviene in altri paesi con soggetti pubblici, sarebbe davvero difficile da digerire anche in Italia.

Alla fine, a sorpresa, nel gioco delle torri tra Mediaset e Rai potrebbe affacciarsi anche qualche terzo incomodo, un operatore straniero oppure il Fondo guidato da Vito Gamberale che mostra un crescente interesse per le reti in tutti i settori.