Milan perfetto, 3-0 e sorpasso alla Lazio. Biancocelesti in 10 per 75 minuti

di Renzo Parodi
Pubblicato il 2 Marzo 2013 23:20 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2013 23:21

Giampaolo Pazzini (foto Ansa)

MILANO – Milan micidiale, 3-0 alla Lazio e terzo posto a cinque lunghezze dal Napoli, che ora sente il fiato sul collo del Diavolo redivivo. Partita condizionata dall’espulsione all’alba di Candreva (fallo su El Shaarawy lanciato in gol).

La Lazio in dieci ha smesso di giocare e si è difesa (bene per 42’) poi è crollata. Ha salvato il quarto posto, domenica prossima non potrà sbagliare ospitando in posticipo la Fiorentina. Abbiati non ha fatto una sola parata difficile.

Il Milan era in serata e non ha sbagliato niente. Impetuoso e lucido. Implacabile. Pazzini (doppietta e fanno 12 gol in stagione) e Boateng i giustizieri, l’assenza di Balotelli non si è avvertita. Il Milan ora è una macchina che gira dolce e rotonda, a prescindere da chi sta ai motori. E stavolta ha chiuso per tempo la gara come pretende Allegri, furioso per la rimonta subita nel derby. Fino all’ultimo ha tenuto alto il ritmo e inseguito il quarto gol. Confermata la tradizione che vuole il Milan volare quando il suo presidente, Silvio Berlusocni, arranca in politica. Gli aruspici si scatenino pure.

Milan-Napoli il 14 aprile sarà dirimente per stabilire l’ancella della Juve, che sembra avviata allo scudetto numero 29. Inizio scoppiettante, occasioni di qua e di là. Rizzoli ha concesso il vantaggio a Pazzini dopo che Marchetti in uscita ha abbattuto El Shaarawy, sul tiro susseguente dell’ex interista Biava di tacco ha allargato il pallone in calcio d’angolo. L’arbitro evidentemente ha valutato che Pazzini avesse a disposizione un’occasione perlomeno uguale o più favorevole di quella procurata dal Faraone. Più complicato decifrare al quarto d’ora l’episodio che ha visto Candreva abbattere El Shaarawy lanciato verso Marchetti. Dentro o fuori area? Lì per lì non sono riusciti a stabilirlo né Giannoccaro, arbitro di porta, né Rizzoli.

L’arbitro centrale ha deciso infine per l’espulsione di Candreva, considerando la chiara occasione da gol, sebbene Dias fosse stato in recupero su El Shaarawy. E ha concesso soltanto la punizione dal limite dell’area di rigore. Gli arbitri italiani rifiutano l’aiuto dei supporti elettronici – temono di perdere potere – ma se Rizzoli avesse potuto riguardare al rallenty l’azione avrebbe deciso con maggiore serenità e precisione. Dinamica comunque estremamente complessa. Non mi sento di gettargli la croce addosso. Il regolamento draconiano andrebbe rivisto. Poche speranze che i parrucconi dell’Ifab (addetti alla bisogna) lo prendano in considerazione, finora hanno obbedito ai bizzarri diktat di Blatter, convinto che più variabili si introducono nelle regole e più lo spettacolo ne guadagna. Fesserie.

Semmai così si complica la vita agli arbitri obbligandoli a prendere decisioni che lo spettacolo lo mortificano. In dieci contro undici difatti la Lazio ha rinunciato a giocarsi la partita come aveva fatto in avvio. Si è difesa e basta. Contro un’avversaria chiusa, il Milan, che era partito spavaldo, ha faticato e per un po’ lo spettacolo non se n’è giovato. Fatalmente tuttavia il Milan ha finito per sfondare, con un micidiale uno-due di Pazzini-Boateng nei minuti finali del primo tempo. Gol di rapina del Pazzo e proteste laziali a causa di un precedente presunto fallo di El Shaarawy su Biava o forse per una possibile posizione di fuorigioco del Pazzo sul tocco del Faraone (o del laziale? Qui sta il busillis). Pazzini (raddoppio personale nella ripresa) ha sostituito egregiamente Balotelli, fuori per infortunio. Gol di rapina anche del Prince, in forma smagliante e palla al piede inarrestabile. Il Tridente milanista promette sfracelli. Balotelli, Niang (subentrato al Pazzo) e Robinho (dentro nel finale per Boateng) non sono certo riserve.… Nessuno ha la potenza di fuoco del Milan, neppure la Juventus. De Sciglio sula fascia sinistra sempre più autorevole, pronto per Prandelli. Tutti gli altri rossoneri ben oltre la sufficienza.

Con la Lazio ridotta in dieci, Petkovic l’aveva risistemata con un 4-4-1 che aveva infittito la linea di centrocampo e isolato Floccari in avanti. Nella ripresa ha inserito Cana per Pereirinha, utilizzato in avvio come quarto difensore a destra, scelta obbligata in mancanza di Konko e di Cavanda. La difesa è passata a tre e Cana si è disposto a centrocampo, portandolo a cinque uomini. Squadra duramente menomata e quindi ingiudicabile nella circostanza. Ma è certo che con un Milan tanto in palla e deciso a mangiarsi la partita anche una Lazio al completo avrebbe trovato difficoltà. Visto Saha, a cose fatte. Urge il rientro di Klose, forse tra due settimane a Torino granata. Chissà Lotito come l’avrà presa, questa tripla scoppola…