Settanta anni dopo mezza Europa “guarda male” gli ebrei, Italia compresa

di Riccardo Galli
Pubblicato il 21 Marzo 2012 14:29 | Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2012 14:29

Due bimbi ebrei ortodossi nel giorno del Purim a Gerusalemme (Lapresse)

ROMA – Il 61% degli italiani considera gli ebrei più fedeli ad Israele che all’Italia. Il 48% ritiene che si parli troppo dell’olocausto e il 43% pensa che gli ebrei abbiano troppo potere nei mercati finanziari internazionali. Oltre mezzo secolo dopo il nazismo, i campi di sterminio e le leggi razziali, non solo il nostro Paese ma mezza Europa “guarda male” gli ebrei. Un dato che fa impressione.

A raccontare questa visione delle cose è un sondaggio di “anti-defamation league” (che potete leggere in versione integrale pdf a questo link) pubblicato negli Usa e riportato da La Stampa. Malvisti o comunque guardati con sospetto in Italia, gli ebrei non godono di migliore fama nel resto d’Europa. Il record continentale di antisemitismo spetta all’Ungheria dove raggiunge la punta del 67%, con un enorme balzo in avanti rispetto al 47% registrato nel 2009. Ma la situazione è simile un po’ ovunque: atteggiamenti critici anche in Spagna, 53% oggi contro il 48% di tre anni fa e in Francia dove si è passati dal 20% al 24%.

Quattro i principali quesiti posti dal centro studi statunitense:

A) ritenete che gli ebrei siano più fedeli ad Israele che al paese in cui vivono?
B) hanno gli ebrei un peso eccessivo nell’economia mondiale?
C) hanno gli ebrei una forza eccessiva nei mercati finanziari?
D) si dedica troppo spazio al tema olocausto?

Alla prima domanda ben il 72% degli spagnoli ha risposto “si”, mentre l’Italia si classifica seconda a pari merito con la Polonia con il 61% delle risposte affermative. E comunque in nessun paese preso in esame tra Austria, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Olanda, Norvegia, Polonia, Spagna e Gran Bretagna le risposte affermative sono state meno del 45%, dato francese.

Sul peso degli ebrei nell’economia mondiale vanno un po’ meglio le cose, in Olanda appena il 10% degli intervistati ritiene che abbiano un peso eccessivo, ma in Ungheria, al contrario, quasi tre intervistati su quattro (73%) ritengono che il peso degli ebrei in questo campo sia troppo. In Italia il 39%.

Terzo quesito ma stessa musica. Anche sul peso degli ebrei nei mercati finanziari l’Olanda è il paese più “tollerante” con appena il 17% di persone che credono che il peso degli ebrei in questo settore sia fuori misura. Ma ben il 75% degli ungheresi, il 67% degli spagnoli e il 43% degli italiani ritengono invece che il peso degli ebrei nei mercati finanziari sia eccessivo.

Infine, si parla troppo di olocausto per il 63% degli ungheresi e il 53% dei polacchi, ma anche per 43% dei tedeschi e il 35% dei francesi. Percentuale che scende sotto il 30% solo tra inglesi (24%) e norvegesi (25%).

Un quadro a tinte fosche quello che emerge da questo studio. Un dato a cui certamente concorrono un antico antisemitismo mai del tutto estinto, un più nuovo antisionismo che tende a fondersi e confondersi con l’antisemitismo e la rinascita che i movimenti di estrema destra stanno vivendo nel vecchio continente. Una serie di concause che comunque la si legga generano una diffidenza molto più diffusa di quanto si possa pensare nei confronti degli ebrei.