Note spese truccate per…Al Qaeda! Jihad con cresta sui rapimenti

di Riccardo Galli
Pubblicato il 31 Maggio 2013 15:42 | Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2013 15:42
Al Qaeda nel Mali (foto Lapresse)

Al Qaeda nel Mali (foto Lapresse)

ROMA – Scossa dalla questione note spese. Non solo MoVimento5Stelle e politica italiana tutta, ma anche il mondo del terrorismo organizzato ha i suoi problemi con gli scontrini e i rimborsi spese. E’ quanto emerge da una lettera di reprimenda ritrovata dall’Associated Press in un edificio abbandonato dai jihadisti nel Nord del Mali e indirizzata a Moctar Belmoctar, il famigerato “guercio”.

Nella missiva, inviata dai capi di Al Qaeda nel Maghreb ad uno dei terroristi locali più noti, e autore di alcune tra le più spettacolari e sanguinose operazioni nella zona, Belmoctar viene descritto come un capobastone inaffidabile, ingestibile e, soprattutto, dalla contabilità piena di ombre. Proprio come un Fiorito qualsiasi. Anche il Guercio infatti sembra avesse l’abitudine di fare la cresta, non sui rimborsi elettorali o simili, il suo campo di lavoro è differente. Belmoctar, stando alla lettera, la cresta la faceva sui rapimenti.

“Solo 700 mila euro”, scrivono i vertici dell’organizzazione terroristica alludendo, con l’avverbio “solo”, alla somma ottenuta, stranamente bassa trattandosi del riscatto pagato per un diplomatico occidentale. La vicenda cui fanno riferimento è quella di Robert Fowler, canadese, rapito nel 2008. E la cifra è effettivamente sospetta, non solo agli occhi di Al Qaeda, perché mediamente, secondo le intelligence occidentali, per la liberazione di un cittadino europeo o nord americano si sborsano circa tre milioni.

Belmoctar, il Guercio, è, tanto per intendersi, l’uomo che ha messo a segno rapimenti e blitz spettacolari contro gli occidentali in tutta l’Africa settentrionale. E’ l’autore dell’assalto alle miniere di uranio della francese Areva in Niger che ha bloccato la produzione per almeno due mesi e, più recentemente, dell’attacco al campo di estrazione del gas a In Amenas, a gennaio in Algeria, con bilancio finale di 67 vittime, di cui 37 occidentali e giapponesi. Quello che si potrebbe definire un fuoriclasse del terrorismo sul campo. Genio e sregolatezza però devono andare di pari passo non solo nel calcio o in altri settori, ma evidentemente anche nel mondo del terrorismo islamico.

Belmoctar infatti, oltre ad essere uno dei capibanda più seguiti ed efficienti dal punto di vista operativo, è allo stesso tempo uno dei meno efficienti dal punto di vista burocratico perché, ebbene sì, anche Al Qaeda, anche la Spectre, ha il suo “ufficio sinistri”.

Vista la sua insofferenza alle regole, la sua allergia agli ordini e le sue tendenze “fioritesche”, il Guercio è entrato in contrasto con i vertici dell’organizzazione. Tanto che, anche da Khorasan, antico nome arabo per la regione Af-Pak, dove sta lo sceicco Ayman Al Zawahiri, il capo supremo dopo l’uscita di scena di Osama Bin Laden, sono arrivate delle lamentele. In particolare proprio sulla gestione del sequestro Fowler. Il diplomatico canadese doveva servire da merce di scambio con gli americani sullo scacchiere Afghanistan-Pakistan. Belmoctar ha invece “voluto agire da solo” e ha ottenuto una somma “ridicola”.

Al di là dei problemi del Guercio con i suoi superiori, fa riflettere, e anche sorridere, l’aspetto aziendal-burocratico che emerge dalla lettera di reprimenda ritrovata. Scrive La Stampa, riportando la notizia:

“Dalle critiche e istruzioni esce fuori però anche una mentalità aziendale, e burocratica, della ditta Al Qaeda. I capi locali debbono presentare una dettagliata nota spese ogni mese, pena la sospensione dei finanziamenti dall’ufficio centrale, che raccoglie le “elemosine” caritatevoli dai sostenitori, soprattutto nei Paesi del Golfo. A Belmoctar i capi rimproverano anche di “non rispondere al telefono quando viene cercato”, di saltare le riunioni e soprattutto di non obbedire agli ordini e di “voler soltanto fare il capo””.

Quindi, in ordine, si apprende dal testo che: in caso di comportamento scorretto e non osservanza delle regole, si perdono i finanziamenti; si è dotati di un telefono simil aziendale a cui si deve rispondere e, infine, bisogna rispettare la gerarchia e, possibilmente, non fare la cresta su sequestri. A colpi di burocrazia, esportandola potremmo sconfiggere persino la Spectre.