Rimpasto incubo di Conte assediato da Zingaretti e Renzi,ma è Natale il vero tormento degli italiani

di Bruno Tucci
Pubblicato il 26 Novembre 2020 15:46 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2020 15:46
Rimpasto incubo di Conte assediato da Zingaretti e Renzi,ma è Natale il vero tormento degli italiani

Rimpasto incubo di Conte assediato da Zingaretti e Renzi,ma è Natale il vero tormento degli italiani

Rimpasto. Eccolo di nuovo il sostantivo che il premier non vuole nemmeno sentir pronunciare.

Rimpasto, Giuseppe Conte lo teme, ritiene che sotto, sotto, sia pronto uno sgambetto per il suo governo. Perché, in fondo, non si tratterebbe solo di qualche ministro, ma i suoi amici-nemici vorrebbero col tempo andare ancora più in là. I protagonisti di questo braccio di ferro sono il Pd di Nicola Zingaretti e Italia Viva di Matteo Renzi. Sono loro soprattutto a spingere sull’acceleratore perché credono che questo esecutivo sia troppo prudente, non abbia la capacità di prendere posizione per uscire dal guado.

Rimpasto ovvero qualche ministro in più

Che cosa vogliono in sostanza Dem e renziani? Che il governo cambi qualche pedina per diventare più forte e non avere sempre paura di finire a gambe all’aria. Tutto qui? No, la manovra ha obiettivi diversi, definiamoli di potere. Il leader del centro sinistra è stanco di vedere i grillini dominatori del Parlamento. Le ultimissime elezioni lo hanno convinto che il suo partito deve avere più rappresentanza nell’esecutivo. In parole semplici più ministri in modo da essere lui a dettare le regole.

I renziani, invece, assai più deboli, tentano anche loro la scalata ai posti che contano. Hanno si e no il quattro per cento nei sondaggi, ma questo ha poca importanza perché Renzi sa che, se vuole, può far cadere Conte e la sua compagine in un amen. Allora, per lui il rimpasto vuol dire soprattutto ottenere qualche ministero in più.

Il soccorso di Berlusconi

Indovinate un po’ da chi si fanno aiutare le due forze politiche di maggioranza? Dai berlusconiani che, negli ultimi tempi, hanno più volte ripetuto di poter dare una mano al premier. Per due ragioni: una personale, l’altra con uno spessore più strategico. Il Cavaliere, in primis, teme per la sua Mediaset e vuole salvarla da qualsiasi tentativo, anche estero, di perderla.

Secondariamente non è escluso che qualcuno importante gli abbia fatto capire che in caso di un appoggio, Forza Italia potrebbe rientrare nel giro di Palazzo Chigi. Due traguardi che Berlusconi non vorrebbe farsi sfuggire. “Tradendo” gli alleati di sempre e cioè Fratelli d’Italia e la Lega? E’ proprio questo il nodo che fa tentennare il Cavaliere rendendolo ancora incerto nelle sue decisioni.

Conte assediato

Conte non lo fa vedere, ma si sente assediato. Teme soprattutto il voto sul MES, il salva-stati che potrebbe essere un salto nel vuoto. Si rivolge ai pentastellati di Luigi Di Maio. Ma sappiamo come la pensano i grillini. Sono stati sempre contrari (e lo sono ancora) a quei miliardi che renderebbero l’Italia succube dell’Europa. Tentennano, ma in fondo potrebbero anche accettare il rimpasto, purché la responsabilità di una minicrisi sia da addossare alle altre forze della maggioranza.

Andranno avanti come un caterpillar renziani e zingarelliani? Per il momento l’interrogativo non ha risposta. Liti e divisioni continuano senza interruzione lasciando il Paese nel limbo. Invece, sarebbe necessario un esecutivo diverso che abbia la capacità di scegliere senza il timore di perdere la poltrona di Palazzo Chigi.

Il covid non arretra

Nel frattempo la pandemia non arretra. Anche ieri si sono contati 722 morti, pure se il numero dei nuovi casi rende più ottimisti gli scienziati. Il problema principale (manco a dirlo) è come gli italiani passeranno il Natale. Con o senza cenone allargato? Potremo stappare lo spumante in compagnia la notte del 31 dicembre? Sarà possibile andare sulla neve per una salutare sciata?

Natale come Ferragosto?

Nonostante i guai del Ferragosto il tormentone è sempre lo stesso. Domanda: per una volta si può rinunciare a queste consuetudini per andare incontro ad una primavera più spensierata e meno ossessiva?