#Romasonoio. Quando Alessandro Gassmann faceva il tifo e twittava “Daje Marino”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 luglio 2015 12:25 | Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2015 11:24
#Romasonoio. Quando Alessandro Gassman faceva il tifo e twittava "Daje Marino"

#Romasonoio. Quando Alessandro Gassman faceva il tifo e twittava “Daje Marino”

ROMA – #Romasonoio. Quando Alessandro Gassmann faceva il tifo e twittava “Daje Marino”. Armiamoci di ramazza, puliamo la città e diamo una lezione a chi ci governa. Il tweet di Alessandro Gassmann è diventato subito virale. Una specie di contagio della frase fatta, di febbre da politicamente corretto e di rigurgito di impegno a bassa intensità e prezzi da saldo stagionale che durerà fino al prossimo virus tweet.

E infatti il primo cittadino da rieducare, Ignazio Marino, svelto svelto ha ritwittato il suo apprezzamento, è diventato subito follower di chi in sostanza gli diceva nemmeno le strade riesci a tener pulite.

Del resto Alessandro Gassmann era un entusiasta follower del sindaco marziano, atterrato sul pianeta Roma solo perché tutti gli altri terrestri non erano presentabili. Così nel 2013 la stessa bulimia tweet del figlio del Mattatore era tutto un “daje” per sensibilizzare gli indolenti romani a non disertare le urne e votare compatti Ignazio Marino.

E di fatti Vanity Fair, enfatizzando un filo, poteva celebrare il nostro non solo come attore bello e bravo ma comunicatore nato di magnifiche sorti ecc…: “La cosa bella, di questi messaggi di Alessandro Gassmann, è il tono, e il modo leggero di stare sui social network, senza selezionare a chi rispondere, ma con molta democrazia”. Che fico! Oggi –  il contrappasso inevitabile è  la miglior cosa da quando l’uomo ha inventato i social – quei messaggi sono prove a suo carico. #Romasonoloro?

“Buongiorno! Andate a votare per il ballottaggio a Roma”, con la foto di John Goodman nel “Grande Lebowski” che tiene una pistola puntata. Oppure, un che Guevara d’antan che dice: “Bisogna agire, battersi, concretizzare. Bisogna smettere di  frignare e combattere”, per invogliare tutti i romani ad uscire di casa e smettere di lamentarsi a vuoto. Oppure, ancora, un frase ad effetto del tipo: “vota la persona, vota x cambiare, almeno proviamo, se il paese e’ in queste condizioni e’ anche colpa nostra! Impegnamoci! Daje!”.

Riprendendo il “Daje!” nello slogan di Marino, e rispondendo ad una ragazza che gli scriveva: “io non ce la faccio a votare #marino anche se sono contro #alemanno. Non posso continuare a votare gente che mi fa schifo x il #PD.”.  E Gassman che rincara, su chi è per l’astensione: “si…e poi?… Nn serve !!! Bisogna provare x capire! Daje!!! Votate la persona! Io ho conosciuto Marino e mi sembra preparato.”. Ma è il finale, che è da urlo, quando posta: “non abbandoniamo la nave mentre affonda,non Schettinizziamoci !”. (Gabriella Greison, Vanity Fair, giugno 2013).