Salvini, Capitan Italia è lui: vittoria politica sui migranti e premier di fatto. Stile? Cafonal-pop

di Lucio Fero
Pubblicato il 12 giugno 2018 10:13 | Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2018 10:13
Matteo Salvini, Capitan Italia è lui: vittoria politica sui migranti e premier di fatto. Stile? Cafonal-pop

Salvini, Capitan Italia è lui: vittoria politica sui migranti e premier di fatto. Stile? Cafonal-pop (foto Ansa)

ROMA – Salvini, Capitan Italia è lui. Salvini, cioè la vittoria politica sui migranti [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. Sì, vittoria politica e peggio per chi non capisce che di questo si tratta, di una vittoria politica netta. Eccola la vittoria politica, Salvini che dice: “Alzare la voce paga” e  gran parte d’Italia che annuisce.

Ha bloccato, chiuso i porti italiani alla Aquarius nave Ong carica di migranti. Piaccia o inorridisca, è stata una mossa concreta, un atto tangibile. E la Aquarius con seicento e passa a bordo in un porto italiano non è entrata e non entrerà, i seicento e passa raccolti in mare stanno andando in Spagna. Piaccia o inorridisca, gran parte della pubblica opinione pensa: seicento di meno nelle nostre città.

Salvini bloccando i porti alla nave Ong ha per la prima volta dato corpo alle frasi e parole: perché tutti in Italia, perché solo in Italia? Salvini ha scelto, Salvini ha fatto, Salvini ha ottenuto. Non un ministro degli Interni, un premier di fatto. Conte presidente del Consiglio ha detto che lo tenevano informato (sic!) e come ruolo nella vicenda ha…ringraziato Salvini. Di Maio, sulla vicenda non pervenuto. La linea e le scelte operative di politica estera oltre che di sicurezza sono tutte made in Salvini e in mano a Salvini.

Certo, non è che bloccando una nave le blocchi tutte come pure ama pensare un elettorato sospettosamente troppo ingenuo e indulgente con le sue fantasie. Infatti mentre la Aquarius va in Spagna, altra nave stavolta della Marina italiana sta per scaricare a Catania circa mille migranti. Certo, Salvini non ha fermato le migrazioni, non ha blindato l’Italia. E certo non rimpatrierà seicentomila clandestini (pura fantasmagorica propaganda, tecnicamente impossibile da fare). E non costringerà altri paesi europei a prendersi quote massicce di migranti. Però, qui e oggi in Italia, ha dato una risposta concreta. Che, piaccia o inorridisca, somiglia come goccia d’acqua al sentir, al sentimento di pubblica opinione: bloccare i porti, ne sono arrivati abbastanza.

Il vero problema per Salvini, il vero e grosso limite alla sua azione di governo, alla sua politica, perfino alla sua propaganda è che quando in tutti i paesi europei, quando ogni paese europeo avrà il suo di Salvini…Allora non ci sarà più una Spagna o quel che sia che conceda un suo porto ad una Aquarius. Allora, e ci siamo molto vicini, l’alleanza tra i vari Salvini d’europa fratelli di ideologia sarà in palese conflitto di interesse (sperando solo di interesse). Migranti e non solo come campo di conflitto di interesse tra i Salvini d’Europa: a lavorare al “prima gli italiani” mentre gli altri come te lavorano al prima gli spagnoli, prima i francesi, prima i tedeschi, prima gli austriaci, prima i polacchi…a lavorare così è inevitabile ci si sgambetti, colpisca di gomitate, ci si faccia reciprocamente male. Perché tutti primi è impossibile.

Ma questi sono problemi del domani, anche non lontano ma domani. E sono problemi, questioni, pensieri più grandi di Matteo Salvini. Vanno oltre la sua dimensione. Oggi, qui e adesso, Matteo Salvini è Capitan Italia. Quello che conduce dal Ministero quartier generale e spiega su facebook, quello che sorride alla gente e quello a cui la gente si affida. Quello onnipresente in tv e radio e al mattino e alla sera e in seconda serata. Quello sempre più accarezzato dagli elettori quando votano. Quello che dà corpo all’unica parte del programma di governo che per ora non resta fantasma: la lotta, il contrasto, l’ostilità all’immigrazione. Ufficialmente si dice alla clandestinità, ma è una foglia di fico.

Qui e oggi la dimensione politica, di sostanza e di immagine, assunta da Salvini mostra con tutta evidenza chi comanda: Salvini a decidere, ordinare, disporre e Conte a passeggiare spandendo buone parole di circostanze tra paesi del terremoto. E Di Maio che nella domenica di Salvini-Aquarius che vince le elezioni comunali vede il 70 per cento di coloro che hanno votato M5S il 4 di marzo starsene a casa, scegliere l’astensione o cambiare voto, vede M5S calare dal 32,7 per cento al 12,1 nei venti Comuni capoluogo in cui si è votato. La botta è tale che lo confonde: a ora di pranzo del lunedì Di Maio dice che il calo M5S è una menzogna della stampa. Poi si ferma, non lo ripete più, andasse avanti coerente dovrebbe dire che le elezioni comunali stesse sono una fake news architettata ai danni di M5S.

Salvini, Capitan Italia è lui, lui il premier di fatto qui e oggi. Un Capitan Italia dallo stile, come dire, cafonal-pop. Non per i laccetti al polso o la posa arrogante che gli vien naturale o ancora per il culto della sbrigatività gemello dell’adorazione della rozzezza. No, questi son particolari e non si giudica un Capitan Italia da un parlar come fosse sempre smoccolare.

Il cafonal-pop eccolo, di fondo e di sostanza: la Spagna accoglie la nave Aquarius e Salvini che dice della Spagna? Dice: “Abbiamo risvegliato la coscienza dormiente degli spagnoli”. Non ringrazia, non apprezza. cafonalmente ritiene a attesta come suo diritto che gli altri facciano il suo comodo. Non è questione di galateo, è politica estera cafona o no. Salvini Capitan Italia si comporta e si atteggia come un cafone di successo. D’altra parte come potrebbe contenersi quando Giuseppe Conte che sarebbe il capo di questo governo, saputo della decisione spagnola su Aquarius, pubblicamente ringrazia…Salvini!

Salvini, Capitan Italia è lui. Salvini dà le carte e il mazzo è nuovo. E peggio per chi non lo capisce, per chi si ostina a pensare ci sia un popolo inorridito al pensiero dei rischi corsi dai migranti sull’Aquarius mentre il popolo che c’è metterebbe la sua di firma alla chiusura dei porti.

Ah, tanto perché ce se ne ricordi: il governo spagnolo fino a pochi giorni fa, il governo della destra sia pur moderata di immigrati ne faceva entrare il meno possibile e alle frontiere li respingeva con durezza. Il governo che ha concesso l’attracco e lo sbarco a Valencia dei 600 e passa migranti è un governo socialista di minoranza. Durerà poco, in Spagna si voterà presto. Ed è facile pronosticare che dopo il voto non ci saranno tanti altri “Venite a Valencia”. E si torna lì, al che sarà quando ogni paese europeo avrà il suo Salvini Capitan?