Virginia Raggi sindaco teleguidato, il flop colossale di Grillo e Casaleggio

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 14 giugno 2018 6:34 | Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2018 0:05
Virginia Raggi sindaco teleguidato, il flop colossale di Grillo e Casaleggio

Virginia Raggi sindaco teleguidato, il flop colossale di Grillo e Casaleggio

Virginia Raggi sindaco teleguidato, simbolo di un flop colossale, come lo vede Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business. Le scorte grilline di honestà (come dicono loro) sembrano finite. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google PlayA Roma non hanno ancora sistemato un mattone del nuovo stadio e sono già finiti in galera in nove. Gli stessi avevano anche tentato di corrompere un assessore di Milano, ma sono stati spediti a quel paese: “Non voglio prendere per il culo i miei elettori, qui non si usa”, ha risposto loro l’assessore contattato.

Presi con le mani nella marmellata, i grillini si difendono dicendo quello che dicono tutti in questi casi: “Chi ha sbagliato pagherà”. Grazie tante. Ci sta pensando la magistratura, che ha le intercettazioni e che ha messo in galera i sospetti. La “legge” grillina non serve, è già arrivata la legge repubblicana, quella vera.

Ma serve fare ancora qualche annotazione. Roma, in questi mesi di Virginia Raggi, è stata progetto di uno strano esperimento: una sorta di prova generale della filosofia grillina.

In pratica, la città aveva (e ha) un sindaco, una giunta e tutto il resto, ma in realtà era amministrata da due sole persone: Beppe Grillo e Davide Casaleggio. Erano loro due a scegliere gli assessori (ne hanno mandati giù da Livorno, Genova, Milano, Veneto), e erano sempre loro due a prendere le decisioni più importanti (poi vistate dalla giunta e dal sindaco).

Entrambi non romani e non conoscitori della città. Ma la loro idea era appunto questa: dimostrare che con una buona linea ideologica e un po’ di buonsenso anche due principianti come loro (mai una sola esperienza amministrativa) potevano mandare avanti una delle capitali mondiali.

Difficile dire se dietro questa idea fosse di più stupidità o arroganza. Probabilmente un misto delle due cose.

Il risultato è quello che si è visto. Una città avviata verso un veloce declino, assessori sostituiti quasi settimanalmente, sporcizia ovunque, Olimpiadi rifiutate (per il moralismo di Grillo). E così via.

E adesso lo scandalo, che non viene giù dal cielo. E’ frutto di una non-conoscenza della città, dei suoi vizi, dei suoi riti politici e affaristici. E’ frutto di una città che si voleva amministrare da una villona genovese e da un ufficio milanese. Una follia mai vista in nessuna parte del mondo: una città amministrata con una sorta di telecomando.

Ma questa è appunto la storia di Roma in questi ultimi due anni, questa è la storia di come i grillini vedono il mondo. Questa è la storia di un flop epocale.