Di Maio guappo ‘e cartone? Non ha i voti, il premier lo sceglie Mattarella

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 8 aprile 2018 6:04 | Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2018 16:29
Luigi Di Maio (foto Ansa)

Luigi Di Maio (foto Ansa)

ROMA – Di Maio, ‘o guappo ‘e cartone si è incartato, nota Giuseppe Turani.

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Ha fatto marcia indietro su tutta la linea. Mattarella gli ha anche spiegato che per pretendere di fare il presidente del Consiglio deve avere la maggioranza dei voti, cosa che non ha. Nel giro di appena un mese ha rinunciato a tutta la retorica 5 stelle. Ma nessuno vuole vedere i suoi contratti, scrive in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business.

Devo confessare che ‘o guappo ‘e cartone, al secolo Luigino Di Maio, comincia a farmi pena. Nel giro di appena un mese ha dovuto rimangiarsi tutto. Ottimi gli Stati Uniti, un modello. Viva la Nato, viva l’Europa e il suo euro, mai sentito il reddito di cittadinanza, che roba è? Mai più sentito un Vaffa, forse è rimasto come forma di saluto fra iniziati, alla sera in qualche covo. O quando salgono la collina di sant’Ilario e trovare il grande guru, che sta battagliando con il pensiero di Kant. In memoria dei vecchi tempi si annunciano con un sonoro Vaffa.

Ma la crisi vera di Giggino è maturata quando Chiara Boriosi ha rifiutato pubblicamente di salire da lui per vedere la sua collezione di contratti, sospettando giustamente il peggio.

E’ stato come ricevere una secchiata d’acqua fresca in testa.

Nel tentativo di sbloccare la situazione (un po’ stagnante) Giggino aveva lanciato l’idea del “contratto alla tedesca”: venite da me, discutiamo, scriviamo un bel contratto e poi mi date i voti per il governo.

Purtroppo, si è accorto quasi subito:

1- Di non avere un contratto da sottoporre a alcuno, ma solo una serie di corbellerie programmatiche, rifiutate da tutti.

2- E di non avere, comunque, alcun interlocutore: nessuno si è mai presentato alla sua porta, nemmeno Chiara, che è donna e curiosa, ma non fino a questo punto.

Per i prossimi giorni fonti bene informate fanno sapere che rinuncerà anche alla pretesa di essere indicato da Mattarella come presidente del Consiglio. Il Presidente gli ha spiegato, Costituzione alla mano, che deve avere la maggioranza dei seggi in parlamento, cosa che non ha.

Accetterà, quindi, che sia Mattarella a scegliere un presidente del Consiglio adeguato. E poi sarà sempre il presidente a nominare un ministro dell’economia che non faccia parte del circo Giggino.

A quel punto, l’orgoglioso Giggino potrà decidere se votare o no il nuovo governo.

Fonti bene informate dicono che è già prevista sulla collina di Sant’Ilario una serata speciale in cui verranno gettati in un allegro falò i programmi così faticosamente elaborati dai 5 stelle (decrescita felice, no-vax, no-tap, no-qualsiasi cosa).

Mattarella avrebbe assicurato a Giggino che non c’è problema: del programma se ne occuperanno la Bce e la commissione di Bruxelles, gente esperta, con studi a Harvard e all’Mit e non a Pretoria.

Confidenzialmente, il Presidente avrebbe anche invitato Giggino a desistere dall’invitare a casa ragazze con la scusa di mostrare loro i contratti: non ci casca più nessuna. Si facesse invece una bella vacanza a Ischia, qui a Roma tutto è a posto.