Tav è il suicidio collettivo del Movimento 5 stelle, così usciranno di scena, in massa

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 14 Febbraio 2019 6:43 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2019 10:04

Tav è il suicidio collettivo del Movimento 5 stelle, così usciranno di scena…

I grillini del Movimento 5 stelle hanno già scelto come uscire, dignitosamente, di scena: faranno un suicidio di massa. È la previsione di Giuseppe Turani, in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business. Sembra ormai chiaro che diranno no al proseguimento dei lavori della Tav. In questo modo si mettono contro uno schieramento politico che va da Forza Italia a Giorgia Meloni e, soprattutto, si mettono di traverso a tutto il Nord produttivo. Di fatto rimangono soli. Verranno massacrati nelle urne. Di Maio (già deciso) verrà commissariato (ma con chi, sono tutti peggio…).

Sembrano scelte senza senso, appunto suicide, ma invece sono coerenti. Il Movimento in mezzo a un’accozzaglia di stupidaggini ha sempre avuto un faro di luce: il no alla Tav. Anzi, è proprio sul no alla Tav che sono nati e sono cresciuti. Accettare la Tav vorrebbe dire andare incontro a una rivolta dei militanti di base, quegli stessi ai quali loro hanno spiegato quanto sia inutile l’opera. Insieme a loro hanno sfondato cancelli, fatto a botte con i poliziotti, cercato di impedire fisicamente che i lavori andassero avanti.

La Tav sarà il loro Vietnam. Sulla Tap in Puglia sono riusciti a scivolare via (dando ovviamente la colpa ai governi precedenti). Ma sulla Tav non possono arretrare nemmeno di un millimetro. E quindi, cantando e agitando i loro striscioni a 5 stelle, andranno al massacro. Sta tutto già scritto.

Ma, anche volendo, non possono arretrare: in Val di Susa o si vince o si muore. Moriranno.

Alla fine, le esigenze del Nord produttivo passeranno davanti alle loro sciocchezze.

Sono ignoranti, e quindi non si può pretendere niente. Ma con la loro posizione stanno offendendo una regione e una città (il Piemonte e Torino) che hanno avuto statisti di grandissima qualità e che, alla fine, hanno fatto l’unità d’Italia.

Cavour, che fra le altre cose non esitò a mandare la cugina contessa di Castiglioni (una delle donne più belle della sua epoca) a Parigi, finanziandola con soldi pubblici, perché seducesse Napoleone III, cosa che avvenne regolarmente.

Cavour non ha mai fatto analisi costi/benefici: voleva l’unità d’Italia, e questo ha avuto. Di certo non ha preteso dalla cugina Castiglioni le ricevute per le sete o le carrozze. Anzi, ha dato carta bianca al nostro ambasciatore dell’epoca a Parigi, Costantino Nigra: date alla contessa tutto quello che chiede, è in missione speciale per conto del regno.

Adesso, invece, al posto di Cavour abbiamo dei pitocchi di ragionieri e di shampiste, ai quali sembra vitale risparmiare 10 euro. E impedire la realizzazione di un’opera che tutta l’Europa e tutta l’Italia del Nord vogliono.

Credo che presto rivedremo la “madamin” in piazza a Torino. La città è meglio di questi quattro riuniti intorno ai 5 stelle. Rispetto a loro ha 100 volte più voglia di vivere, conserva il ricordo della sua grandezza e di quel che qui è stato fatto.

I 5 stelle, in poche parole, si sono già messi da soli fuori dalla storia. Verranno cancellati.