Gassman e Argentero pensiero: “Mai fatto sesso a pagamento. Una donna al posto di Berlusconi sarebbe perfetta”

Pubblicato il 17 Novembre 2010 9:04 | Ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2015 15:04

Alessandro Gassman

Giovani donne che preferiscono puntare sulla propria avvenenza fisica per farsi strada, sin dall’università: è il ritratto delle ragazze di oggi fatto da Alessandro Gassman, l’attore figlio del più celebre Vittorio. In un’intervista doppia al settimanale “A”, lui e il collega Luca Argentero, insieme nei cinema nel film “La donna della mia vita” di Luca Lucini, si riallacciano all’attualità politica. E dicono, quasi con stizza, di non essere mai stati con prostitute.

“Io a puttane? Per carità di Dio, mai, mai. Sono molto orgoglioso di questa cosa. Non mi sognerei mai di pagare una donna. E l’idea che, invece, lo facciano uomini chiamati a guidare il Paese mi secca, mi infastidisce, mi rattrista anche. Stare lì ti impone uno stile, una condotta, una sobrietà. Lo dico con una sola parola: decoro”, dice Argentero. Gassman concorda: “Nemmeno io ho mai pagato una donna. Il mestiere più antico del mondo può esistere solo se sono le donne a decidere di farlo. Sarei per la riapertura delle case chiuse, un modo per strappare tante poverette dalle mani di sfruttatori senza scrupoli. E magari anche perché questo mi fa pensare a papà: la sua prima volta fu in un bordello”.

Tornando proprio sul tema premier, i due sono d’accordo nel sognare una donna presidente del Consiglio. “Sono più sagge, più determinate, più coraggiose, anche più lucide di noi uomini. Papà lo ripeteva sempre e aveva ragione: sono meglio in tutto, tranne che in una cosa…”, dice Alessandro Gassman, “… Loro non sanno scrivere e raccontare le favole”.

Gassman arriva al punto: «Lasciamo a noi uomini il ruolo dei pagliacci e consegniamo alle donne il compito di governare, di guidare… Sarebbe davvero straordinario. A loro il timone, a noi l’intrattenimento”. Argentero gli dà manforte: “C’è un’Italia in ginocchio, che gira a vuoto… Solo una donna può risollevarla, farla tornare a correre, restituirle speranza. Se oggi avessi un primo ministro donna sarei felice. Sicuramente felice. Anzi, sarebbe quasi una tentazione per rinviare la fuga, provare a vedere se avevo ragione”.

Siull’ipotesi fuga Argentero è ancora più chiaro: “Io e Miriam (Catania, ndr) parliamo del nostro futuro, delle nostre aspettative. Siamo sposati ormai da più di un anno, vogliamo costruire una famiglia e stiamo seriamente valutando se costruirla qui o se andarcene. Scappare a Londra. Scommettere su un Paese che non è il nostro. E guardi non sono orgoglioso della mia verità”.

Come un fratello maggiore, Alessandro dice: “Ho 13 anni più di Luca e tredici anni fa ero corroso dai suoi stessi dubbi… L’Italia non era in agonia come lo è oggi. Allora mi sono mosso: ho acquistato un piccolo chalet di montagna. Nessun paradiso fiscale, una casetta in una vallata austriaca. Perché solo uscendo dal luogo del disastro si ha più chiara la visione generale. E perché, se si vuole davvero contribuire a trovare una soluzione, si è più utili da fuori che da dentro”.

“Vorrei un Paese con la schiena dritta, chiarisce Gassman con una certa amarezza, ma capisco che non l’avrò. La politica mi ha deluso, il Paese mi ha deluso, gli italiani mi hanno deluso, anche Alessandro Gassman mi ha deluso. Sì, mi metto in testa al plotone di sciagurati: i difetti del Paese sono i miei difetti. Tante parole, poca concretezza; sì, sono perfettamente italiano”.

Cita il disastro di Pompei: “Ho visto quel crollo come l’emblema del nostro Paese, che si sta disgregando e sta diventando zimbello nel mondo”. Ma il responsabile, per Gassman, “non è Bondi”. “L’idea che questa sinistra sfrutti un episodio così amaro conferma le mie convinzioni: anche il Pd si merita una nuova classe dirigente. Facce nuove, giovani. Un ricambio profondo, vasto. Chi c’è ha stancato”.

Continua Argentero: “In parlamento c’è il deserto. Anche nelle istituzioni. Con una sola eccezione: la luce del Quirinale. Ho un rispetto totale del nostro presidente: per quello che dice, per come lo dice, per come si comporta”. Concorda Gassman: “Napolitano è un padre. Saggio, attento, anche rigido”.