Mare contro terra, tempeste e inondazioni in Europa

Pubblicato il 2 Marzo 2010 14:20 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2010 14:20

Il rischio inondazioni non risparmia i Paesi sviluppati, nonostante ci siano infrastrutture evolute. Lo ha dimostrato l’impatto devastante  della tempesta Xynthia, che in Francia ha ucciso almeno 53 persone. Paesi come La Faute-sur-Mer e l’Aguillon sur Mer sono stati invasi dalle mareggiate. A l’Aguillon, in particolare, ha ceduto la diga che protegge la zona. Un milione di francesi sono rimasti senza elettricità.

In Germania le autorità federali e statali stanno per mettere in piedi un’iniziativa, lautamente finanziata, in materia di protezione costiera e cercare di arginare l’eterna guerra tra terra e mare. I livelli delle acque stanno aumentando inesorabilmente e gli abitanti delle coste di tutta Europa stanno per issare bandiera bianca. Secondo i ricercatori dell’Università di Siegen, guidati daThomas Wahl a partire dal 1900, il Mare del Nord è cresciuto di 20 centimetri.

E in Italia? Secondo l’ultimo rapporto Ambiente Italia 2010, redatto da Legambiente, la situazione idrogeologica della penisola è piuttosto preoccupante: più della metà del territorio italiano, pari al 70%, infatti, è a rischio frane e la regione più vulnerabile è la Calabria con il 100% del territorio in pericolo. Una delle cause del dissesto idrogeologico è «l’eccessiva antropizzazione delle aree di esondazione naturale dei corsi d’acqua e dei versanti franosi e instabili che rappresenta un rischio ulteriore». Inoltre, «le regioni con le più alte percentuali di comuni con abitazioni in zone a rischio sono la Sicilia (93%) e la Toscana (91%)».