Porno proibito negli alberghi della catena Nordic Choice Hotel

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2013 20:38 | Ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2015 16:20

Porno proibito negli alberghi della catena Nordic Choice HotelOSLO  – Proibito il porno: la maggiore catena di hotel dei Paesi scandinavi, la Nordic Choice Hotels, ha deciso di bandire la pornografia dai canali televisivi disponibili nei suoi alberghi.

”Pensiamo che sia un normale gesto di responsabilità da parte nostra non continuare a sostenere un’industria che contribuisce ad aiutare trafficanti e sfruttatori anche di minori” ha detto Torgeir Silseth, amministratore delegato del gruppo, in una nota ripesa dalla stampa svedese.

Il provvedimento entrerà subito in vigore in tutti i circa 170 alberghi della catena, presente nell’intera area della Scandinavia. La decisione adottata dalla Nordic Choice è in realtà l’applicazione di un accordo stipulato con l’Unicef del 2008 e della recente adozione di una ‘guida etica’ che prevede tolleranza zero contro la prostituzione.

Nel 2012 il progetto dell’Unicef ‘Liberi di crescere’ aveva anche ottenuto il sostegno di almeno 2500 dipendenti della catena che si erano detti fieri di lavorare ad un piano etico di protezione dei minori dallo sfruttamento sessuale e dalla pornografia. L’annuncio di Silseth non sembra avere convinto una parte del pubblico della rete: i commenti raccolti sul tema sono tutti ironici e molti di essi anche assai crudi.

L’accusa principale è quella di ipocrisia, poiché si fa notare che la catena, mentre sbandiera il bando sulle tv, si guarda bene dal mettere fuori uso il sistema wireless che consente a qualunque utente di collegarsi in qualunque momento e da qualunque angolo dell’albergo con qualunque sito porno.

E molti usano parole come conservatori, crociata, populismo per definire la scelta di Nordic Choice (che comunque giunge cinque anni dopo la stessa decisione presa dal gruppo Best Western). C’è infine chi taglia corto: ”Che importa? Ho il mio portatile, o vogliono staccare anche il wifi? In realtà la motivazione non è certo etica, ma solo economica: non vogliono più pagare per quel servizio”.