Coronavirus. “No alla chiusura delle frontiere”, ma la Ue predica nel deserto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Marzo 2020 13:36 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2020 13:36
Coronavirus. "No alla chiusura delle frontiere", ma la Ue predica nel deserto

Coronavirus, la Commissione Ue contro le frontiere chiuse (Ursula Von der Leyen nella foto Ansa)

ROMA – Il virus già circola in tutti gli stati europei, è inutile chiudere le frontiere. Sembra predicare nel deserto la Commissione Ue mentre divulga i 25 punti delle linee guida per affrontare l’emergenza coronavirus. 

Al primo punto il no alla chiusura unilaterale delle frontiere. Perché è un provvedimento tardivo, e soprattutto perché mina il caposaldo, la ragione sociale e culturale dell’Unione, e cioè il mercato comune. La Germania ha reintrodotto il confine con la Francia a ovest, chiusura emergenziale certo  ma molto simbolica per i destini del continente. Poi a macchia di leopardo ogni Stato decide per sé, come abbiamo visto con i respingimenti ai valici austriaci e sloveni, con Croazia e Ungheria che impediscono il traffico verso est dall’Italia. 

Lenta nell’approntare misure credibili e tempestive, sul piano delle risorse e degli impieghi operativi, la Commissione Ue sembra impotente nel convincere gli Stati membri: vanno garantiti trasporti e mobilità, va assicurata la disponibilità dei beni e continuità nei servizi. Va garantita la libertà di circolazione di persone e merci, dobbiamo risolvere la questione parlandoci e collaborando. Tutto il resto sarebbe arbitrio e superstizione, se l’Europa fosse unita come la Commissione Ue immagina.

“Chiudere le frontiere inutile, il virus c’è già”

“La Commissione europea ritiene che” il Covid-19 “sia già in tutti gli Stati membri, perciò chiudere le frontiere non è necessariamente il modo migliore di garantire” un ulteriore contenimento dell’epidemia nell’Ue. Così il portavoce della Commissione europea Eric Mamer. Delle misure alle frontiere esterne dell’Unione europea verranno annunciate “nelle prossime ore”: è quanto afferma la presidenza francese.

Le linee guida della Commissione in 25 punti

“Per evitare che le scarsità e le difficoltà economiche e sociali, che tutti i Paesi europei già affrontano peggiorino, è cruciale mantenere il funzionamento del mercato interno”. Ed è “fondamentale il coordinamento a livello Ue per le misure che riguardano la gestione delle frontiere”. Lo scrive la Commissione europea nelle “linee guida” in 25 punti, pubblicate oggi, “per la gestione delle frontiere per proteggere la salute” di fronte al Covid-19 ed “assicurare la disponibilità di beni e servizi essenziali”.

Libera circolazione di merci e persone

“Gli Stati Membri devono salvaguardare la libera circolazione di tutte le merci. In particolare, devono garantire la filiera di prodotti essenziali come medicine, equipaggiamento medico, e cibo”. E, “ai cittadini Ue deve essere garantita la libertà di movimento”, e “in particolare” non ci deve essere “discriminazione tra i cittadini degli Stati membri”.

Controllato chiunque entri nello spazio Schengen

“Tutte le persone, cittadini Ue e non Ue, che vogliono entrare in Schengen sono sottoposti a controlli sistematici” ai punti di ingresso. I Paesi membri “possono rifiutare l’ingresso a cittadini di Paesi terzi con sintomi pertinenti o che sono stati esposti” al virus. Si legge nelle linee guida della Commissione Ue. (fonte Ansa)