Deficit e debito Italia, quanti amici in Ue? Solo Spagna socialista e Macron il cattivo

di Lucio Fero
Pubblicato il 14 giugno 2019 9:56 | Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2019 9:56
Deficit e debito Italia, quanti amici in Europa? Solo Spagna socialista e Macron il cattivo

Deficit e debito Italia, quanti amici in Ue? Solo Spagna socialista e Macron il cattivo (nella foto d’archivio Ansa, Macron e Conte)

ROMA – Deficit e debito italiani sono entrambi appunto questione italiana ma sono anche affare europeo. Quando un paese della Unione Europea si occupa e/o preoccupa dei conti pubblici di un altro paese della Ue non fa ingerenza, non mette bocca nelle cose e affari interni di un altro Stato. Al contrario si occupa di cosa che riguarda e tocca anche il portafoglio dei suoi cittadini. Perché se si ha moneta unica sono i bilanci e le finanze di tutti i paesi della Unione a garantire la stabilità e solvibilità di ciascun paese. Se un paese si indebita oltre le sue possibilità di onorare il debito o il resto della Ue garantisce per le sue cambiali oppure accetta di farlo uscire dalla casa comune, dalla moneta comune.

E’ quel che dice in maniera costruttivamente ovvia il ministro Tria: “Una procedura di infrazione per eccesso di debito contro l’Italia farebbe molto male all’Italia ma farebbe anche mala alla Ue”. Ed è quello su cui conta, anzi azzardano Salvini e Di Maio quando pensano e dicono: “Non andranno mai in fondo con la procedura, non ne avranno il coraggio…”. Oppure: “Non possono farlo, non ne hanno la legittimità”.

Su questo punto in particolare, sulla legittimità politica con cui agisce la Commissione di Bruxelles, Salvini si sbaglia di grosso, si sbaglia proprio di brutto. La Commissione si muove nei confronti dell’Italia con durezza nettamente inferiore a quella che reclama la gran maggioranza dei governi europei, governi cui in fondo la Commissione risponde. Se Salvini pensa di tirarla in lungo fino all’insediamento della prossima Commissione, allora si sbaglia nel valutare la reale rappresentatività dell’attuale Commissione (scade in autunno). Se Salvini aspetta e spera nella nuova Commissione che uscirà dagli equilibri sancito dalle ultime elezioni europee, allora si sbaglia due volte, anzi si sbaglia al cubo: la nuova Commissione sarà anche più dura verso l’Italia. Più dura perché incalzata a non essere morbida con chi fa deficit e debito, incalzata, guarda un po’, dai sovranisti eletti nel Parlamento Europeo.

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Conte, Salvini e Di Maio intimano ogni giorno alla Ue che le regole vanno cambiate. Un modo per dire: lasciateci fare debito e deficit. Salvini lo dice a chiare lettere. Quali alleati ha l’Italia su questa linea in Europa? Su questa linea nessuno, nessun alleato. Non nei governi. E neanche nei partiti: nemmeno l’alleatissima Le Pen sottoscriverebbe in pubblico il via libera al deficit e debito italiani, il suo elettorato se la mangerebbe. Il sovranismo ha questo di caratteristico e irrinunciabile: ciascuno per sé, prima noi e peggio per gli altri.

Nessun alleato per Italia che fa deficit e debito se vuole continuare a farli. Magari qualcuno più morbido potenzialmente c’è nella Ue. Si tratta della Spagna, Spagna a governo socialista. E della Francia, Francia guidata da quel Macron che Salvini e Di Maio indicano come l’arcinemico e la peste fatta ledaer. E del Portogallo, il Portogallo a governo di sinistra.

Insomma i meno duri e i più disponibili verso l’Italia sono quelli che Lega e M5S indicano ai propri elettori come quelli da cacciare, da spazzare via dalla faccia della Ue: i socialisti e Macron. Tutti gli altri sono per la linea dura verso e contro l’Italia, là dove più forti sono i partiti, i movimenti e i governi nazional-sovranisti tanto più si esige che Salvini e Di Maio smettano di spendere a debito. Questa Salvini e Di Maio ai loro elettori non la spiegano, anzi non la raccontano mai.