Migranti. Londra: “Schengen cambi”. Alfano: “Non si tocca”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Agosto 2015 11:29 | Ultimo aggiornamento: 31 Agosto 2015 14:47
Migranti. Londra: stop a Schengen. Alfano: "Non si tocca"

Migranti. Londra: stop a Schengen. Alfano: “Non si tocca”

ROMA – Il ministro dell’Interno Angelino Alfano replica alle dichiarazioni del ministro inglese che vorrebbe rivedere del tutto le regole del trattato di Schengen. Il trattato di Schengen non si tocca perché “è una conquista di libertà” ha dichiarato Alfano in un’ampia intervista al Corriere della Sera, dopo le parole del ministro inglese che proprio a Schengen, il trattato che consente la libera circolazione dei cittadini europei all’interno dell’area comune, fa risalire la crisi attuale dell’emigrazione.

Theresa May, il ministro britannico, si spinge addirittura a consentire la libera circolazione solo per i cittadini che possono garantire di avere un’occupazione. Quando fu inizialmente sancita – sentenzia il ministro britannico dalle colonne del Sunday Times – “libera circolazione significava libertà di spostarsi per lavorare, non libertà di attraversare le frontiere per cercare un lavoro o usufruire dei benefici” sociali altrui. May definisce quindi l’attuale livello d’immigrazione “non sostenibile”, in quanto mette troppa “pressione sulle infrastrutture, come case e trasporti, e sui servizi pubblici, come scuole e ospedali”.

La priorità dell’asilo europeo indicata dal premier Renzi “è la strada giusta” anche per Alfano: “se c’è cittadinanza europea e libera circolazione ci deve essere il diritto di asilo europeo che non si regala a nessuno che non lo meriti. L’obiettivo è quello di impedire ai profughi di scegliersi il Paese dove andare”.

Quanto all’emergenza nei centri di accoglienza italiani, il ministro propone “un sistema strutturato che preveda l’ ospitalità diffusa e l’ausilio degli enti locali”. “Ho appena firmato un bando per altri 10 mila posti nel sistema Sprar: vuol dire che finanzieremo i progetti di accoglienza dei Comuni per il 95% dei costi”.