Gli scandali di Sarkozy: una pessima immagine della democrazia francese

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Marzo 2013 7:50 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2013 17:00
Gli scandali di Sarkozy: una pessima immagine della democrazia francese

Nicolas Sarkozy (Ap-LaPresse)

PARIGI – Premessa: l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy è da giovedì 21 marzo sotto inchiesta per Abus de faiblesse, un reato traducibile con la nostra circonvenzione di incapace. La persona della quale Sarkozy avrebbe approfittato, convincendola a finanziare la propria campagna elettorale, è Liliane Bettencourt, 90 anni, la donna più ricca di Francia: unica erede dell’impero L’Oreal.

Secondo Edwy Plenel, il fondatore di Mediapart, il sito che ha tirato fuori per primo la notizia, le accuse contro Sarkozy saranno difficili da confutare e lo scandalo Bettencourt potrebbe essere il primo di una lunga serie. Dalla quale ne viene fuori una pessima immagine dello stato della democrazia in Francia.

Intervistato dal settimanale tedesco Der Spiegel, Plenel ha raccontato come è iniziata l’inchiesta su Sarkozy: 21 ore di conversazione al dittafono, registrate dal maggiordomo di Madame Bettencourt, nelle quali si parla di finanziamenti illeciti al partito di Sarkozy, l’Ump.

“Abbiamo ricevuto una copia della registrazione – ha detto Plenel allo Spiegel – l’abbiamo valutata, poi abbiamo sentito il personale della Bettencourt, che ha riferito come più d’una sono state le visite di ringraziamento di Sarkozy all’anziana miliardaria”. L’ex presidente sostiene di essere entrato a casa Bettencourt una sola volta: 10 minuti per un saluto, il 24 febbraio 2007.

Ma dal 2007, secondo gli esperti che si sono occupati del caso, Liliane Bettencourt non era più nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. Quindi l’accusa sostiene che Sarkozy abbia approfittato della sua debolezza per convincerla a finanziare la sua campagna per le presidenziali.

Secondo Plenel, Sarkozy dovrà risponderne in tribunale, dal banco degli imputati. E non sarebbe l’unico scandalo della sua presidenza: “C’è ancora il caso Karachi“. Si riferisce alla vendita di tre sottomarini Agosta al governo pakistano nel 1994. Un affare da 826 milioni di euro che avrebbe innescato un giro di tangenti e commissioni che avrebbero finito per arricchire diversi componenti dei vertici pakistani e per finanziare la campagna di Edouard Balladur, avversario di Jacques Chirac all’interno del centrodestra francese, primo ministro dal 1993 al ’95. In quel governo Sarkozy era ministro del Bilancio e portavoce di Balladur.

Non è finita, Plenel tira fuori anche la storia dei contributi elettorali che Sarkozy avrebbe ricevuto per la campagna del 2007 anche da Muammar Gheddafi. Il colonnello è stato scalzato dalla guida della Libia e poi ucciso al termine di una guerra scatenata proprio dal non tanto riconoscente presidente francese, che riempiendo di bombe Tripolitania, Cirenaica e il suo vecchio finanziatore sperava di vincere anche le elezioni del 2012.