Trattato Fiscal Compact: la traduzione del testo integrale

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 30 gennaio 2012 18:48 | Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2012 2:29
Parlamento europeo

Lapresse

Che cos’è e cosa contiene il Fiscal Compact, ovvero il Patto Fiscale europeo? Una serie di regole che vogliono dare vincoli più stretti di bilancio agli Stati membri dell’Eurozona e dell’Unione Europea. Vincoli che poi i singoli Stati dovrebbero introdurre nelle rispettive Costituzioni. Fra le clausole spiccano l’obbligo a mantenere il disavanzo al 3% del Pil e a far rientrare il debito pubblico al 60% del Pil.

Ma l’Italia dovrebbe temere sopratutto una clausola, l’articolo 4 del Patto, che, come aveva anticipato il professor Gustavo Piga, se venisse confermata obbligherebbe ogni Paese con un debito pubblico superiore al 60% del Pil a ridurlo ogni anno per 1/20 della distanza dal valore di riferimento. Per uno stato come l’Italia significherebbe 45 miliardi di euro di manovre finanziarie ogni anno.

TRATTATO DI STABILITÀ, COORDINAZIONE E GOVERNANCE NELL’UNIONE POLITICA E MONETARIA

LE PARTI CONTRAENTI…

CONSAPEVOLI dell’obbligo per le parti contraenti, in quanto Stati membri dell’Unione Europea, di considerare le proprie politiche economiche come una questione di interesse comune;

DESIDEROSE di promuovere le condizione per una più forte crescita economica nell’Unione Europea e, a questo fine, per sviluppare una stretta coordinazione, quanto mai si è fatto prima, delle politiche economiche nell’Eurozona;

TENENDO CONTO che il bisogno dei governi di mantenere finanze pubbliche solide e sostenibili e di impedire che il deficit di un singolo Stato diventi eccessivo è di essenziale importanza per la salvaguardia della stabilità nell’Eurozona nel suo insieme e di conseguenza richiede l’introduzione di regole specifiche per affrontare questa necessità, inclusa una legge sul pareggio di bilancio e un meccanismo automatico per intervenire con azioni correttive;

CONSAPEVOLI della necessità di garantire che il loro disavanzo non superi il 3% del loro Prodotto interno lordo generato a prezzi di mercato e che il debito pubblico complessivo non superi (o sia sufficientemente in calo verso) il 60% del loro Prodotto interno lordo generato a prezzi di mercato;

RICORDANDO che le parti contraenti, in qualità di Stati membri dell’Unione Europea, dovrebbero astenersi dall’adottare qualsiasi misura che rischi di compromettere la realizzazione degli obiettivi dell’Unione nel quadro dell’unione economica, in particolare la pratica di accumulare debito al di fuori dei conti pubblici;

TENENDO PRESENTE che i capi di Stato o di governo degli Stati membri dell’Eurozona hanno stipulato un accordo il 9 dicembre 2011 per rinforzare l’architettura economica e monetaria dell’Unione sulla base dei trattati europei, e per facilitare l’attuazione delle misure da adottare sulla base degli Articoli 121, 126 e 136 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea;

TENENDO PRESENTE che l’obiettivo dei capi di Stato o di governo degli Stati membri dell’Eurozona e di altri Stati membri dell’Unione Europea rimane quello di incorporare le disposizioni di questo accordo appena possibile nei trattati su cui l’Unione europea è fondata,