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Alemanno risponde picche alla Lega: “L’ufficio Consob da Milano a Roma e l’Antitrust resta nella capitale”

Pubblicato il 29 Ottobre 2010 15:11 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2010 15:16

Gianni Alemanno

Consob a Milano? Il sindaco di Roma Gianni Alemanno risponde alla proposta leghista: «Non solo l’Antitrust rimarrà a Roma, ma sposteremo l’Ufficio della Consob di Milano nella capitale perché non ha senso che stia» nel capoluogo lombardo, visto che «la Borsa a Milano non c’è più ma sta a Londra».

Il primo cittadino capitolino ha replicato alla proposta di legge avanzata del Carroccio alla Camera, con firma in testa di Marco Reguzzoni, sul trasferimento della Consob a Milano: l’esame partirà il 29 novembre.

Anche sull’Antitrust Alemanno ha detto che non verrà spostata dalla capitale. Per quanto riguarda, invece, la tregua con la Lega, dai microfoni della trasmissione «Te la do io Tokyo» in onda sull’emittente radiofonica Centro Suono Sport ha detto: «Per adesso la tregua regge, ma se la rompono e ricominciano a trattare con gli insulti temi politici ci scontreremo con tutta la durezza del caso». «Io non credo che andrei mai a Pontida, non credo sia opportuno fare dei “cortocircuito” in certi luoghi simbolici. Come non credo, per esempio, sia opportuno che Umberto Bossi venga al Natale di Roma o che venga quando il gruppo storico romano fa sfilare le legioni. Però dei punti di contatto ci vogliono, l’Italia deve tornare a parlare, non è possibile che ognuno stia chiuso nella propria dimensione territoriale-geografica, noi pensiamo solo a Roma e quelli pensano solo alla Padania».

«Non possiamo continuare così, dobbiamo fare un sforzo per trovare un punto di incontro senza cedere alla nostra identità. Sono convinto che l’identità più forte non debba temere il confronto con le altre. Roma ha un’identità fortissima, in giro per il mondo si parla di Italia e di Roma, quindi questa storia che Roma deve temere i padani non esiste – ha concluso Alemanno – Dobbiamo essere consapevoli delle nostra forza e non avere paura di confrontarci con i leghisti e i meridionali».