La moglie di Angelo Simone scrive al Corriere: “Formigoni mente su Daccò”

Pubblicato il 19 Aprile 2012 - 11:34 OLTRE 6 MESI FA

ROMA, 19 APR – ''Formigoni non puo' affermare'' che Dacco' aveva rapporti diretti solo con l'assessorato, ''e sorvoliamo sull'inaccettabile spiegazione riguardo la presenza della Minetti nella sua lista: 'Me l'ha detto don Verze''. Scarica il barile sul prossimo, quando a lui sarebbe bastato domandarsi: 'Ma questa qui, l'ha mai fatta in vita sua, non dico una riunione di partito, ma almeno di condominio?'. Lo scrive Carla Vites, moglie di Antonio Simone, ex assessore regionale alla sanita' lombarda, in carica negli anni '90, in carcere con l'accusa di aver partecipato al maxi-drenaggio di denaro dalle casse della Fondazione Maugeri per creare fondi neri all'estero.

''Da privata cittadina – spiega la donna – e soprattutto da militante ciellina della prima ora non ho potuto trattenermi dal pormi una serie di domande, anche perche', pur essendo una persona qualunque, la sorte mi ha riservato una conoscenza ravvicinata con l'attuale Governatore della Regione Lombardia''. Carla Vites sottolinea che ''lo spettacolo'' dei rapporti di Formmigoni con Piero Dacco', anch'egli in carcere, ''e' sotto gli occhi dei molti chef d'alto bordo dove regolarmente veniva nutrito a spese di Dacco' stesso'', ''per non parlare dei locali 'a' la page' della Costa Smeralda dove a chi, come me, accadeva di passare per motivi vari, era possibilissimo ammirare il nostro Governatore seguire come un cagnolino al guinzaglio Dacco'''.

''Ma certo – aggiunge -, ci credo anch'io che Robertino non abbia mai raccolto soldi od altri effetti dalle frequentazioni col faccendiere Dacco': a lui bastava l'onore di essere al centro di feste e banchetti, yacht e ville''. ''Cl – prosegue – deve avere un sussulto di gelosia per la propria identita', per quello che Giussani pensava al momento della fondazione''.

Mio marito, conclude, mentre Formigoni ''si adagia mollemente a beneficio dei giornalisti esibendo quel che resta di un fisico a suo tempo quasi prestante, deve discutere su chi oggi avra' il diritto di allungare le proprie di gambe all'interno di una cella che ospita altri cinque detenuti''.