Antonio Venturino ai ribelli di Beppe Grillo: “Da M5s a Italia Migliore, no Pd”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Giugno 2013 16:37 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2013 16:37
Antonio Venturino ai ribelli di Beppe Grillo: "Da M5s a Italia Migliore, no Pd"

Antonio Venturino (foto da Facebook)

PALERMO – Antonio Venturino, fuoriuscito del Movimento 5 Stelle in Sicilia, invita gli altri ribelli a convogliare nel suo movimento (Italia Migliore), anziché nel Pd.

Venturino, vice presidente dell’Ars, ha invitato ”i portavoce a non tradire il mandato degli elettori transitando in questo o quell’altro partito, causa la mancanza di dialettica all’interno del Movimento di Grillo”.

”Apprendo ancora una volta con rammarico dell’ennesima occasione persa per quanti avevano riposto nel Movimento 5 Stelle il desiderio e la speranza di un cambiamento. Oggi ancora una volta – sostiene Venturino – mi trovo ad assistere sulla necessità o meno di espellere una senatrice del Movimento per il solo fatto di aver manifestato una posizione leggermente diversa da quella del leader Beppe Grillo”.

”Il mio invito – aggiunge Venturino – è rivolto soprattutto ai portavoce di Camera e Senato, di non cedere alle lusinghe di un centrodestra o un centrosinistra che abbiamo tutti avversato perché responsabili dello sfacelo del Paese, ma di voler portare avanti il programma per il quale gli italiani ci hanno dato fiducia, all’interno del soggetto politico da me proposto, che comprenda i punti programmatici del Movimento ma capace di darsi una strategia politica e sopratutto un indispensabile confronto e democrazia. Io ho lanciato l’idea, sta a voi adesso accoglierla”.

E ricorda: ”Quasi un mese fa, manifestai la necessità di un confronto all’interno di un Movimento nato per dar risposte di cambiamento agli italiani e che oggi si trova invece arenato per gli eccessivi personalismi di un leader che oltre a non essere stato capace di indicare una guida politica per i neo eletti, ha azzerato ogni forma di dialettica e confronto, indispensabili in politica”.

”In quella occasione fui espulso anche io – prosegue – Una cosa è stare dietro ad un pc e lanciare anatemi, un’altra è cercare di cambiare il Paese, così come promesso, calandosi nella realtà amministrativa che è fatta di confronto e strategia, oltre che di responsabilità”.