Asili nido per marchigiani, la Lega silura l’autore della proposta

Pubblicato il 16 Novembre 2010 21:07 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2010 21:07

La proposta di legge sugli asili nido aperti a figli di immigrati solo se i genitori risiedono o lavorano nelle Marche da almeno 15 anni è costata il posto di capogruppo in Assemblea legislativa al consigliere della Lega Nord Enzo Marangoni.

Il segretario della Lega nelle Marche Luca Rodolfo Paolini ha reso noto che ”il Consiglio nazionale, all’unanimità, ha deliberato la nomina del consigliere Roberto Zaffini (l’unico altro esponente leghista ndr) a capogruppo dell’Assemblea legislativa, revocando contestualmente l’incarico a Enzo Marangoni, che si ringrazia per il lavoro fin qui svolto”.

”Il Consiglio – fa sapere Paolini – ha anche deliberato che d’ora in avanti proposte di legge, delibere, atti ispettivi, mozioni, iniziative pubbliche di particolare rilevanza politica per Ln debbano essere comunicate con congruo anticipo alla segreteria nazionale per conoscenza e per eventuali osservazioni; questo per garantire uniformità di indirizzo politico sul territorio”.

La ‘rimozione’ di Marangoni fa seguito a una settimana di polemiche infuocate. Paolini aveva bollato come ”estemporanea e incostituzionale” la proposta di legge, tesa a dare assoluta priorità ai marchigiani nell’iscrizione ai nidi, e aveva invitato Marangoni a ritirare il testo. Anche perché, aveva osservato il deputato, ”la formulazione della proposta di legge consentirebbe a uno straniero che vive di accattonaggio di iscrivere il figlio all’asilo, e a un carabiniere trasferito per servizio nelle Marche da dieci anni no”.

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”Inammissibile” poi per Paolini la presentazione di proposte di forte impatto politico ”senza neppure informare la segreteria nazionale di Ln”, mettendo a rischio il partito di essere ”ridicolizzato” dalla sinistra. Marangoni, non nuovo a censure interne per altre iniziative giudicate troppo autonome, si era rifiutato di ritirare o modificare la proposta, sorpreso che ”le critiche che mi aspettavo dalla sinistra siano arrivate dal massimo esponente politico regionale del partito”. In mezzo, il neo capogruppo Zaffini: non aveva materialmente sottoscritto la proposta di legge (”ero a Roma”) ma si era ritrovato ugualmente cofirmatario, per iniziativa di Marangoni.