Augusto Minzolini in Vigilanza Rai: “Non cercherò vendette”

Pubblicato il 8 Giugno 2013 13:34 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2013 13:34
Augusto Minzolini in Vigilanza Rai: "Non cercherò vendette"

Augusto Minzolini in Vigilanza Rai: “Non cercherò vendette” (Foto LaPresse)

ROMA – ”Vendette? Non mi passa neanche per la testa. Non ho mica quella cultura”.  Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1 cacciato dalla Rai e ora componente della Vigilanza Rai, lo assicura a Virginia Piccolillo in un’intervista al Corriere della sera. Minzolini commenta anche il caso della giornalista Tiziana Ferrario, per il quale rischia un processo per abuso d’ufficio, dicendo: “L’ho tolta dalla conduzione dopo 28 anni vengo accusato, gli altri direttori no”.

Minzolini assicura alla Piccolillo che non ha intenzione di vendicarsi e spiega il perché dell’interrogazione parlamentare al Dg Rai Luigi Gubitosi per i manager esterni:

“Io non ce l’ho con Gubitosi. Mica è stato lui a farmi fuori dal Tg1, ma un cda in cui un consigliere di centrodestra (il berlusconiano Gorla ndr) votò con l’opposizione”.

Assolto tre mesi fa dall’accusa di peculato, Minzolini attende il reintegro e risponde a Gubitosi, che da ex parlamentare non lo riterrebbe super partes:

“Teoria singolare: per il ruolo più super partes, di Capo dello Stato, non vengono scelti ex parlamentari? E Santoro? Io sono stato rimosso non con la motivazione di una linea editoriale mutata, ma con l’accusa di essere un ladro. Ci si è nascosti dietro le carte bollate”.

Minzolini spiega poi quale sarà il suo contributo alla Vigilanza Rai:

“C’è qualcosa che non va nel meccanismo della gestione: il gran numero di avvocati e di contenziosi è una filosofia”.

Delle intenzioni di Roberto Fico, presidente della Vigilanza Rai e parlamentare M5s, Minzolini dice:

“Tutti dicono fuori i partiti dalla Rai. Giustissimo. Ma poi chi la governa? Il problema è assicurare il pluralismo. No? Fico pone questo problema, ma il punto è che in Rai il Movimento 5 Stelle dovrebbe essere più rappresentato. Bisogna essere un po’ meno ipocriti. Io parlo apertamente. È come il problema dell’obiettività che è un alibi per il cloroformio”.

Una obiettività, replica la Piccolillo a Minzolini, che in Rai non molti gli hanno riconosciuto:

“Invece agli altri sì. Eppure i punti di vista ce l’hanno tutti. Io ci mettevo la faccia. In una intercettazione mai uscita Berlusconi mi diceva: ma chi te lo fa fare?”.