Berlusconi: caccia ai nomi per la sua nuova lista… Parte il reclutamento

Pubblicato il 25 Novembre 2012 10:02 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2012 10:03
Berlusconi: caccia ai nomi per la sua nuova lista... Parte il reclutamento

Berlusconi: caccia ai nomi per la sua nuova lista… Parte il reclutamento

ROMA – Dopo essersi lasciato andare ad un “ci sto pensando, vedremo”, quando gli è stata fatta una domanda su una sua possibile ricandidatura, Silvio Berlusconi comincia a guardarsi intorno per una sorta di reclutamento. Fondare un nuovo partito? Forza Italia 2.0 o Lista Berlusconi, queste le ipotesi in campo alle quali lavora il Cavaliere. “Voglio fare una cosa nuova, solo con esponenti della società civile, con professori, con imprenditori, gente vera che non vive di politica”, ha detto.

Ma Silvio Berlusconi di andare per la sua strada lo aveva già deciso, dicono i fedelissimi “da almeno un mese”e lo ha comunicato ufficialmente ad Alfano solo qualche giorno fa. Perché “non mi fido più di loro, di chi mi ha voltato le spalle, di chi non ha riconoscenza” e nemmeno di chi ha preferito ascoltare i consigli “di la Russa e Gasparri” anziché i suoi: “L’avevo detto ad Angelino che così andava a sbattere. Lo avevo avvertito”.

Alfano è però certo che se Berlusconi dovesse scendere in campo ancora una volta, le primarie del Pdl sarebbero inutili. Scrive Paola Di Caro per il Corriere della Sera:

A che punto sia arrivato il progetto di reclutamento,quando e come sarà annunciato, è però ancora un mistero. Chi dice che potrebbe essere domani, dopo le primarie del Pd, il giorno della ridiscesa in campo. Chi pensa che ci vorrà ancora tempo perché, al di là del lavoro che stanno facendo strettissimi collaboratori come l’ex tesoriere Crimi, Maria Rosaria Rossi, Antonio Palmieri, in realtà la lista di imprenditori e facce nuove è ben lungi dall’essere completata. Chi spera o crede che, dopo lo scatto di queste ore, il Cavaliere ragionerà un po’ più freddamente su quali dovranno essere i rapporti con quel suo Pdl che in un primo momento aveva immaginato spacchettato in tre – il partito con suo apparato sul territorio, gli ex An relegati in una formazione di destra e la sua lista di imprenditori a impreziosire il tutto – ma che oggi appare come una baracca di legno dopo uno tsunami.