Berlusconi torna a difendere Tremonti : “Di lui mi fido, smentisco il Giornale”

Pubblicato il 28 Aprile 2011 14:58 | Ultimo aggiornamento: 28 Aprile 2011 15:25

Berlusconi e Tremonti alla Camera

ROMA – Ancora una volta il premier Berlusconi deve difendere pubblicamente il suo ministro Giulio Tremonti. E ancora una volta lo fa per contrastare un attacco che arriva dal Giornale. “Riconfermo la mia piena fiducia nel ministro Tremonti e debbo perciò nella maniera più assoluta smentire il Giornale di oggi”, si legge in una nota. Solo la scorsa settimana il premier aveva difeso il ministro dell’Economia dall‘attacco del ministro Galan, arrivato proprio dalle pagine del Giornale.

E che cosa avrà mai scritto il quotidiano? Il direttore Alessandro Sallusti ha firmato un’analisi peraltro condivisa da altre testate giornalistiche. E’ il retroscena dello scontro attuale tra Berlusconi e Bossi. Che ci sia lo zampino di Tremonti, che non vede l’ora di spodestare Berlusconi e arrivare a un governo tecnico guidato da lui stesso, che più di altri aggancia i favori dei leghisti? “Altro che Libia e clandestini: dietro lo strappo del Carroccio c’è la manina del ministro Tremonti che vuole vendicarsi della nomina di Draghi alla Bce e dell’Opa francese su Parmalat”. Draghi e Parmalat i motivi di risentimento di Tremonti, secondo la ricostruzione del Giornale. La Libia la causa dell’acredine della Lega, da Bossi a Maroni. Il Carroccio e Tremonti, uniti nel momento della difficoltà, ed ecco che esplode la miccia.

”Tremonti – scrive ancora Berlusconi – è impegnato con me a ritrovare con la Lega i termini di un comune impegno politico anche sulla politica estera”. Tremonti è anzi alleato, spiega il premier, a ricompattare la maggioranza sul difficile terreno della guerra libica.

”D’altronde proprio oggi, alla Camera, come tutti sanno, abbiamo approvato il Documento Economico Finanziario che reca la sua firma con la mia”, dice Berlusconi. ”Subito dopo porteremo avanti il lavoro che Giulio Tremonti e i ministri competenti stanno preparando sul terreno delle politiche reali”.