La rabbia di Berlusconi su La Russa. Un “vaffa” ha rovinato lo show di Lampedusa

di Dini Casali
Pubblicato il 31 Marzo 2011 - 11:02| Aggiornato il 14 Luglio 2011 OLTRE 6 MESI FA

ROMA – Stavolta l’ha fatta grossa Ignazio: il “vaffa” a Fini in pieno dibattito alla Camera non è solo uno sfregio alle istituzioni da parte di un ministro della Repubblica. E’ un “vaffa” all’intera offensiva mediatica di Berlusconi che manda a carte quarantotto due blitz in un colpo solo. Quello alla Camera sulla prescrizione breve, ad alto potenziale esplosivo, doveva essere oscurato dalle immagini del premier risolutore tra la folla plaudente di Lampedusa. E invece l’indecoroso spettacolo offerto a Montecitorio ha spento i riflettori sulla conversione dell’isola dei disperati in una nuova favolosa Las Vegas. In primo piano è rimasto l’ennesimo provvedimento ad personam e l’immagine di un paese spaccato in due fazioni l’una contro l’altra armate.

“E’ fuori di testa”, è stato il commento di Berlusconi: talmente arrabbiato che La Russa non ha potuto sottrarsi dall’obbligo perentorio di scusarsi telefonicamente con il presidente della Camera. Nella giornata si sparge la voce di una raccolta di firme nel Pdl per costringere La Russa alle dimissioni. Non se ne è fatto più nulla per l’intervento di Scajola. L’ex ministro è il primo dei critici: in Transatlantico ha affrontato La Russa per dirgliene quattro. Della questione se ne riparlerà, Scajola punta al posto di coordinatore, vuole riprendersi la guida della macchina del partito, anche per mettere un freno all’ingordigia degli ex An rimasti fedeli a Berlusconi.

Il Giornale di Sallusti parla senza mezzi termini di “pasticcio La Russa” e non nasconde i malumori dei berluscones. I futuristi hanno buon gioco nell’irriderlo, “ha cambiato pusher”. Oggi (giovedì 31 marzo) ci sarà la relazione dei Questori della Camera: il “vaffa” è stato stenografato, la punizione si annuncia esemplare, anche se mancano precedenti di sanzioni disciplinari irrogate a Montecitorio nei confronti di ministri. E anche questo “diciamolo” è un record.

E il giorno dopo anche Umberto Bossi ha criticato l’atteggiamento di La Russa: “Avrebbe fatto meglio a tacere, così ci ha fatto solo perdere tempo, mentre avremmo bisogno di accelerare”.