Berlusconi: “I licenziati andranno in cassa integrazione”

Pubblicato il 27 ottobre 2011 0:16 | Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2011 1:12

ROMA – Le aziende potranno licenziare più facilmente  ma i lavoratori andranno in cassa integrazione. Silvio Berlusconi telefona a Porta a Porta per spiegare le misure contenute nella lettera inviata a Bruxelles. “Le aziende in crisi – dice – potranno licenziare, ma lo Stato aiuterà queste persone “con la cassa integrazione a trovare un nuovo lavoro”.

”I dipendenti che concluderanno i contratti di lavoro – ha detto Berlusconi – troveranno nello Stato la garanzia, attraverso la cassa integrazione, di avere il tempo, remunerati, di trovarsi un nuovo lavoro”. Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico da Bruxelles con ‘Porta a Porta’ spiega il meccanismo che consentira’ ai lavoratori dipendenti licenziati dalle aziende di poter trovare un altro lavoro con la tutela dello Stato.   ”Nel documento (la lettera del governo inviata a Bruxelles) c’e’ anche l’impegno a unificare i sistemi della cassa integrazione e noi – conclude il premier – abbiamo gia’ dei progetti a riguardo che sono molo precisi e che stimoleranno chi si trovasse in queste condizioni a prepararsi a nuove professioni”.

”Avremo una serie di provvedimenti nell’arco dei prossimi mesi – ha aggiunto Berlusconi – I dipendenti che concluderanno i contratti di lavoro  troveranno nello Stato la garanzia, attraverso la cassa integrazione, di avere il tempo, remunerati, di trovarsi un nuovo lavoro”.

”Nel documento (la lettera del governo inviata a Bruxelles) c’e’ anche l’impegno a unificare i sistemi della cassa integrazione e noi – conclude il premier – abbiamo gia’ dei progetti a riguardo che sono molo precisi e che stimoleranno chi si trovasse in queste condizioni a prepararsi a nuove professioni”.

Si tratta di impegni che ”l’opposizione dovrebbe impegnarsi a votare con noi – dice Berlusconi – perché non sono misure che riguardano l’interesse della maggioranza ma di tutti gli italiani e che rappresentano per l’Italia un impegno nei confronti dell’Europa”.

Sempre al telefono con Porta a Porta il premier ha negato di aver convinto Umberto Bossi (in parte) sulle pensioni accordandosi per le elezioni nel marzo del 2012. “Arriveremo al 2013″, dice.

Poi ha lanciato un appello a Bini Smaghi perché lasci la sua carica alla Bce. ”Con Sarkozy – dice Berlusconi – non ho avuto modo di parlare. Non ci siamo incontrati. Purtroppo con la Francia c’e’ il caso di Bini Smaghi che non aiuta. Se posso approfitto di Porta a Porta per fare un appello a Bini Smaghi perche’ lasci evitando frizioni con la Francia”. Il premier ha chiesto proprio alla trasmissione di Vespa di rivolgere un appello in questo senso ricordando che ”Bini Smaghi e’ stato nominato dal governo e che oggi il governo gli chiede di dimettersi per non creare un casus belli”.

Poi Berlusconi aggiunge:  “Ho parlato con Angela Merkel che mi ha assicurato che non c’era nessuna intenzione di denigrare l’Italia”.