Berlusconi: “Con la manovra barca sulla giusta rotta. La Marcegaglia? Si rilegga il testo”

Pubblicato il 28 Maggio 2010 9:15 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2010 9:44

Silvio Berlusconi e Emma Marcegaglia

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi torna a difendere la manvora economica del governo e polemizza con gli industriali. Intervenendo alla trasmissione televisiva Mattino 5,  il premier ha spiegato: “Abbiamo rimesso la barca sulla giusta rotta”.

Nel corso del suo intervento, poi, il presidente del Consiglio ha repilicato allapresidente di Confindustria Emma Marcegaglia che, nella giornata di giovedì 27 maggio, ha accusato la  manovra di non contenere riforme strutturali e non rilanciare lo sviluppo. “Suggerisco di leggere con maggiore attenzione i 54 articoli della manovra, a partire dal primo capitolo sulla competitività economica e sostenibilità finanziaria” ha replicato asciutto Berlusconi alla Marcegaglia.

“Ci sono norme che introducono rilevanti novità strutturali, proprio in chiave di sviluppo – respinge al mittente le critiche Berlusconi – ci sono i contratti di produttività, cioé gli aumenti di salario collegati all’incremento di efficienza delle imprese. C’é la fiscalità di vantaggio per le nuove imprese, le zone a zero burocrazia nel Sud. E soprattutto la riforma più strutturale di tutte che è il rafforzamento della lotta all’evasione fiscale, oltre all’abolizione degli Enti inutili e all’accorpamento di altri”.

Berlusconi, quindi, ha sottolineato che con la manovra il governo non ha fatto “nessuna macelleria sociale. Abbiamo solo preso provvedimenti inevitabili, poiché da anni l’Italia viveva al di sopra delle proprie possibilità”. “Non ci sono stati tagli alla sanità né alle pensioni – ha spiegato il premier – abbiamo solo chiesto a chi ha maturato il diritto al pensionamento di ritardare qualche mese e abbiamo chiesto ai dipendenti pubblici un atto di consapevolezza, cioé di stare fermi un giro con gli aumenti”.

Berlusconi ha poi precisato che la manovra non ha prodotto nessun tipo di tensioni nell’esecutivo: “Non c’é mai stato dissenso nel governo né credo ci sarà in Parlamento: il Pdl è assolutamente compatto e lo stesso presidente della Camera ha tenuto a rimarcarlo”. “Anche la Lega, come sempre alleato forte e leale, appoggia la manovra con convinzione. Quindi – ha aggiunto Berlusconi – non vedo problemi”.

Maurizio Belpietro, quindi, ha chiesto a Berlusconi se la crisi corre il rischio di far rimandare l’attuazione del federalismo fiscale. L’eventualità, però, è stata seccamente esclusa dal premier che ha aggiunto: “Per non lasciare spazio ai retropensieri abbiamo deciso di varare una commissione all’interno del Pdl, che concluderà il suo esame entro l’estate”. Quindi, i vari decreti attuativi ci saranno “nei tempi richiesti”.