Berlusconi: “Guiderò io il mio partito. Marina una leonessa, ma niente politica”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Novembre 2013 12:25 | Ultimo aggiornamento: 1 Novembre 2013 14:52
Berlusconi: "Resto alla guida del mio partito. Marina? No discesa politica"

Berlusconi: “Resto alla guida del mio partito. Marina? No discesa politica” (Foto LaPresse)

ROMA – “Se si torna ad elezioni, nessuno può togliermi il diritto di guidare il mio partito. Uno dei miei figli in politica? Non ne sono attratti”. Silvio Berlusconi dichiara a Bruno Vespa di essere pronto a dare battaglia a chi vuole estrometterlo dalla vita politica italiana. Il voto palese che deciderà la decadenza di Berlusconi in Senato si avvicina, e il leader del Pdl dichiara di essere pronto a lottare per poter rispettare gli impegni presi con i suoi elettori.

“GUIDERO’ IL MIO PARTITO” – Nell’intervista rilasciata a Vespa, Berlusconi spiega: “E’ ancora necessario, in una forma o nell’altra, il mio impegno personale. Nessuno può togliermi il diritto di restare alla guida del movimento che ho fondato, finché molti milioni di elettrici e di elettori lo vogliono. Sento il dovere di stare in prima linea”.

“IMPEGNO CON ELETTORI” – Berlusconi ha poi ribadito di voler rispettare gli impegni presi con gli elettori: “Abbiamo rispettato gli impegni presi con i nostri elettori nel febbraio scorso, quello sulla detassazione della prima casa che noi consideriamo ‘sacra’ e quello per un fisco meno oppressivo. Per questo non intendiamo arretrare sulla legge di stabilità”.

LEGGE DI STABILITA’ – La legge di Stabilità dunque è un punto su cui il leader del Pdl non intende arretrare: “Abbiamo rispettato gli impegni presi con i nostri elettori nel febbraio scorso, quello sulla detassazione della prima casa che noi consideriamo ‘sacra’ perché è il pilastro su cui ogni famiglia ha il diritto di fondare la sicurezza del proprio futuro, e quello per un fisco meno oppressivo”.

Berlusconi nell’intervista a Vespa aggiunge: “Per questo non intendiamo arretrare sulla legge di stabilità. E credo sia giusto che, su tutto (sulla mia vicenda, sulle tasse, sull’economia, sui nostri programmi riformatori), siano gli elettori a potere giudicare noi e i nostri avversari, che, andando avanti così, confermerebbero i loro connotati di ‘partito delle tasse e delle manette'”.

“NO POLITICA PER MARINA E I MIEI FIGLI” – Le voci dell’entrata di Marina Berlusconi in politica o di uno dei suoi figli restano solo voci, spiega infine Berlusconi: “Ha detto bene: ‘Si torna a parlare’. Ma Marina, tutte le volte che ‘si torna a parlare’, dice di no. Certo, sarebbe in grado di adempiere al meglio questa missione. Tutti hanno constatato la sua autorevolezza e il coraggio da leonessa con cui mi ha difeso. Ma non è quella la sua vocazione”.

Berlusconi ha poi aggiunto: “Io sono un padre che rispetta la vocazione e la libertà dei propri figli. Ma se li conosco, sono sicuro che nessuno di loro si sente attratto dalla politica. Soprattutto da ‘questa’ politica. Credo comunque che sia ancora necessario, in una forma o nell’altra, il mio impegno personale. Nessuno può togliermi il diritto di restare alla guida del movimento che ho fondato, finché molti milioni di elettrici e di elettori lo vogliono. Ho un rapporto speciale con gli italiani che, come me, temono che la sinistra possa andare al governo e proprio per questo sento il dovere di stare in prima linea per corrispondere alla loro fiducia e al loro affetto”.