Farefuturo: “C’è un solo traditore e si chiama Silvio Berlusconi”

Pubblicato il 7 Dicembre 2010 - 14:38 OLTRE 6 MESI FA

Gianfranco Fini

Nonostante le voci di frizioni all’interno della Fondazione, Farefuturo non molla e continua ad attaccare il premier. ”L’unico vero traditore si chiama Silvio Berlusconi” scrive su Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione, il direttore Filippo Rossi.

”Se di tradimento bisogna per forza parlare – scrive il direttore – allora vero traditore è chi distrugge il buon nome della propria patria nel mondo; chi, ancora, esalta la propaganda invece del buon senso. Vero traditore è chi fa del suo ruolo pubblico un affare privato. E chi non sa rappresentare un intero popolo. Chi non è in grado di fare un passo indietro. Chi si crede inamovibile. Vero traditore è chi calpesta le regole in nome del suo infinito narcisismo. Vero traditore è chi tratta i suoi alleati come se fossero dipendenti. E chi non ha il senso del limite. Se di tradimento ci costringete a parlare, l’unico vero traditore si chiama Silvio Berlusconi”.

”Vogliamo ancora giocare con la categoria del tradimento? E’ quello che sembra voler fare lo stato maggiore del Pdl insieme ai suoi mazzieri a mezzo stampa. Un articoletto apparso oggi sul quel foglio sporco di propaganda che corrisponde indecorosamente al nome di Libero racconta di quando il deputato finiamo Enzo Raisi tradì’ per la prima volta all’eta’ di… quindici anni. Quindici anni, avete letto bene. Sicuramente la puzza rancida di questo articolo non è la stessa delle foto sbattute in prima pagina, ma dimostra comunque quanto il berlusconismo ‘culturale’ sia arrivato a un punto di non ritorno, di quanto stia rimestando nelle fogne dell’animo umano, nella putrida melma di biechi sentimenti che si fingono idee”.

”Tradimento, allora. Accettiamo la sfida. Perché solo i cani sono fedeli a qualsiasi padrone, brav’uomo o delinquente che sia. Perché solo gli schiavi hanno l’obbligo di fedeltà, senza se e senza ma. Solo i sudditi devono giurare fedeltà a un sovrano assoluto. Per il resto, l’obbligo di fedeltà a un uomo, a un capo, a un duce, finisce qui. La politica, invece, è materia per uomini liberi. E’ materia per uomini che decidono di volta in volta se dare o no fiducia a un leader. E se di tradimento si può parlare, non è certo quello di cui gli ascari berlusconiani vanno cianciando in questi giorni. Il tradimento politico – conclude Rossi – è piuttosto quello perpetuato da chi chiede eterna fedelta’ ai suoi compagni di strada. Da chi cerca di farsi gli affari suoi; da chi supera ogni confine del decoro e del vivere civile; da chi pretende di impartire ordini”.