Berlusconi lavora per trovare i 316 voti, e aspetta il primo test su Cosentino

Pubblicato il 22 Settembre 2010 - 00:01 OLTRE 6 MESI FA

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi è al lavoro sul discorso da tenere in Aula a fine settembre e per blindare la maggioranza alla Camera con i 316 voti che lo affrancherebbero dalle decisioni dei finiani. Martedì sera ne ha parlato approfonditamente con il vertice del partito riunito a palazzo Grazioli. In attesa dell’intervento del Cavaliere intanto a testare la tenuta della maggioranza sarà mercoledì il voto alla Camera sulla richiesta di utilizzare le intercettazioni telefoniche che riguardano il coordinatore campano del partito Nicola Cosentino. Un appuntamento su cui pesano diverse incognite. Una su tutte è quella del voto segreto. Ufficialmente la richiesta non è ancora arrivata anche se, con ogni probabilità, saranno i deputati del Pdl a farne richiesta mercoledì mattina.

Il segreto dell’urna infatti, è il ragionamento, potrebbe riservare delle sorprese: e cioè far si che contro la richiesta di usare le intercettazioni possano arrivare più voti di quelli già conteggiati. La richiesta, spiegano sempre dal Pdl, avrebbe poi come conseguenza quella di sparigliare le carte nel gruppo di Futuro e Libertà. Mercoledì mattina presto i parlamentari di Fli si riuniranno per decidere la linea da tenere il Aula. Nel gruppo al momento le posizioni sono diverse: se Nino Lo Presti (il relatore) è favorevole a votare contro la richiesta di autorizzazione, Benedetto della Vedova e Italo Bocchino al momento non si sbilanciano: ”Ascolteremo Cosentino ed in base a quello decideremo come votare”.

Convinto invece sul sì alla richiesta di utilizzare le intercettazioni è Fabio Granata. In ambienti del Pdl si ragiona sull’ipotesi che i finiani, al momento indecisi sul da farsi, possano optare per la strada dell’astensione. Un ragionamento che sarebvbe stato fatto questa sera nel corso di una riunione di ‘colombe’ finiane. Da qui il rischio che si prospetti una divisione di Fli al monento del voto. Il diretto interessato evita di fare pronostici, ma su una cosa ci tiene a fare chiarezza: ”Si tratta di intercettazioni irrilevanti”, sottolinea Cosentino che aggiunge: ”Mi rimetto alla decisioni dell’Assemblea. Non voglio diventate un caso politico. I deputati votino senza vincoli di mandato”.

Martedì sera intanto si è tenuto a palazzo Grazioli un vertice del Pdl per fare il punto della situazione proprio in vista dell’appuntamento di domani. Un incontro in cui è stato anche fatto il punto sul discorso che il presidente del Consiglio terrà in Parlamento. La linea, ripetono i fedelissimi del premier, è quella di tenere un intervento di ampio profilo istituzionale in cui illustrare gli obiettivi dei prossimi tre anni. Un discorso, avrebbe ribadito lo stesso Cavaliere, in cui farò capire che non ho nessuna intenzione di ‘tirare a campare’. Il premier farà inoltre richiamo al senso di responsabilità, spiegano nel Pdl, anche a quei parlamentari che si trovano fuori dalla maggioranza, ma che avrebbero dimostrato la loro disponibilità ad appoggiare l’esecutivo. L’obiettivo del Cavaliere resta sempre quello di toccare quota 316 voti a favore. Tanto è vero che uscendo da palazzo Grazioli il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri riferisce: ”Abbiamo parlato delle priorità dell’azione di governo e del discorso, che sarà all’altezza del momento, che il 29 e il 30 settembre Berlusconi terrà ottenendo per il governo un ampio mandato dall’Aula della Camera. Il premier si aspetta un sostegno alle politiche della maggioranza da parte di tutti quelli che sono stati eletti nel Pdl”.

Su un binario parallelo continua la trattativa con i finiani sul lodo Alfano Costituzionale. Domani e’ convocata la commissione giustizia di Palazzo Madama che dovrebbe iniziare l’esame del provvedimento. Intanto si tratta, in questi giorni Giulia Bongiorno, la finiana presidente della Commissione giustizia dovrebbe incontrare i parlamentari di Futuro e liberta’ per fare il punto sulle proposte da porre all’attenzione di Niccolo’ Ghedini in merito modifiche da concordare.