Cassazione. Berlusconi, il giorno del giudizio: “Penso al Paese”, chi gli crede?

Pubblicato il 30 Luglio 2013 - 07:25 OLTRE 6 MESI FA
Cassazione. Berlusconi, il giorno del giudizio: "Penso al Paese", chi gli crede?

Il giorno della sentenza: è davvero il caso di fare le corna

30 luglio: il giorno del giudizio per Berlusconi, non farà molto caldo solo dal punto di vista del meteo, farà caldo anche per la politica.

Il clima del quartier generale di Berlusconi, la sua Berchtesgaden am Arcore (be’, lo chalet con bunker di Hitler era poco più di un rifugio alpino al confronto) è stato descritto su Repubblica da Liana Milella. Non ci rivela le fonti ma si deve ritenerle buone, anche se magari un po’ interessate a fare apparire le cose come piace a Lui.

A 48 ore dall’udienza più gravida di conseguenze della sua vita, scrive Liana Milella,

“Berlusconi ha fermato le macchine: «Qui dobbiamo misurare ogni passo non in funzione della mia sola persona, ma guardando al Governo e al Paese. Per quanto mi riguarda, ho detto e ripetuto che il governo, anche se dovessi essere condannato, resterà in piedi. Ma dai segnali che mi arrivano, a questo punto, non sono più tanto convinto che il Pd possa reggere».

“Sempre lungimirante Berlusconi. Come uno sciamano fiuta il pericolo e cerca il rimedio. Ma al di là di possibili arti divinatorie, è assai probabile che al suo orecchio sia giunto l’allarme che sta maturando il casa dei Democratici. A più d’uno, il premier Enrico Letta non si è tirato indietro dal rivelare una sua preoccupazione: «Sarà pure che Berlusconi, in caso di condanna, conferma il suo pieno appoggio al governo. Lo dice lui e lo ripetono i suoi. Ma il problema può essere un altro». Un riferimento chiaro alla tenuta del suo partito, il Pd, dinanzi alla eventualità di dover proseguire l’alleanza con «un alleato condannato in via definitiva»”.

Berlusconi, riferisce ancora Liana Milella,  ha avuto con Gianni Letta e Fedele Confalonieri

“un incontro super riservato”.

Letta e Confalonieri e anche il nuovo avvocato di Berlusconi, Franco Coppi,

“sono convinti, pur se con differenti punti di vista, che una strategia dei toni bassi, della non aggressione dei giudici, possa solo giovare al processo. Per questo Berlusconi è stato costretto a smentire l’intervista, con Maurizio Belpietro su Libero. Quel dare per scontata la condanna — «Non farò l’esule, come fu costretto Craxi, né accetterò di essere affidato ai servizi sociali, come un criminale che deve essere rieducato, se si assumono la responsabilità di condannarmi vado in carcere» — è suonata come una gratuita provocazione. Per carità, chi ci ha parlato, sa che Berlusconi la pensa proprio così, ma Coppi ritiene che dichiarazioni simili siano veleno gratuito”.

Secondo Liana Milella, peraltro, è  lo stesso Berlusconi, double face, che

“incita i suoi alla protesta dura. Ecco Daniela Santanché, che ha cenato ad Arcore sabato sera con Denis Verdini, pronta a dire che «è pessimista» e sente odore di una condanna che «metterebbe in discussione il voto di 10 milioni di italiani, i quali certamente non resteranno in silenzio se si verificasse questo attentato alla democrazia». Toni simili da Mariastella Gelmini in ansia per una sentenza «che potrebbe cambiare gli equilibri e danneggiare il Paese». Di «cortocircuito democratico » e di «libertà di tutti in pericolo » parla Anna Maria Bernini”.

Riferisce ancora Liana Milella che,

“sul piano strettamente personale, Berlusconi, stressato dall’attesa, vorrebbe chiudere tutto immediatamente. Eccolo dire: «Meglio sapere subito che soffrire un altro mese» confessa agli amici che lo chiamano di continuo. Gli avvocati Ghedini e Coppi, soprattutto Coppi, credono alla strategia del rinvio sin dal giorno in cui la Cassazione ha fissato l’udienza per il30 luglio. Ma la decisione non è solo tecnica, a questo punto è soprattutto politica. Per questo, per tutta la settimana, dagli avvocati è arrivato il continuo messaggio: «Noi siamo pronti a qualsiasi soluzione, la richiesta di rinvio, con tanto di motivazioni, è già pronta, ma alla fine soltanto lui vuole decidere alla luce della sue considerazioni politiche». Tutto ruota intorno ai 25-30 giorni in più che la Cassazione potrebbe concedere a Berlusconi in caso di rinvio. Certo, potrebbero prolungare la vita del governo, ma potrebbero anche impedire di aprire una finestra elettorale in autunno qualora il Pd dovesse far cadere il governo in caso di condanna”.