Comunali. Chieti al Pdl, Di Primio sindaco straccia l’uscente Ricci

Pubblicato il 30 Marzo 2010 9:40 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2010 9:40

Umberto Di Primio

Di Primio sindaco al primo turno. Ne erano sicuri tutti e così è stato. La vittoria è arrivata quindi senza sorprese consegnando la città di Chieti al Pdl e al nuovo primo cittadino Umberto Di Primio. Deluso e amareggiato il sindaco uscente Francesco Ricci che commenta: «Siamo partiti male, potevamo fare meglio».

Ma “di meglio” lo ha fatto Di Primio che ha totalizzato 20.686 voti con il 61,4%, una sonora sconfitta per Ricci che invece si deve accontentare di 11.410 voti e un misero 33,8%. Ricci raccoglie ciò che ha seminato, una campagna elettorale con un difetto di comunicazione congenito, oltre al voler strafare degli ultimi tempi con l’approvazione di delibere urbanistiche senza la presenza in aula dell’opposizione, parcheggi e piazze fatte in tutta fretta, troppo in fretta. Un danno all’immagine che ha fatto perdere i voti.

Non è un caso che la prima cosa che Di Primio ha dichiarato da sindaco in pectore è stato nel solco del “dis-fare”: «Bloccherò i lavori di piazza San Giustino». E un altro oppositore, Emilio Bucci (Giustizia Sociale), vecchio alleato di Ricci ha rimproverato la maggioranza di aver fatto solo «brutte figure, ultime delle quali il tunnel».

Una questione di coalizione. A Chieti  quindi si è consumata la vittoria di una coalizione e la sconfitta dell’altra. Nel centrosinistra l’Idv aveva osteggiato dall’inizio la ricandidatura di Ricci, a risultati ufficiali bisognerà dargli ragione. Con l’ostilità in seno, il sindaco uscente ha improntato la campagna sull’essere inseguitore e quindi perdente. Per il Pdl invece l’unione ha fatto la forza. Riconquistare Chieti è stato il dictat della campagna di Di Primio, un vero e proprio uomo di partito, nato in An con un lungo passato politico.

Nota dolente a Chieti, come nel resto d’Italia, l’astensionismo. 6.380 cittadini attesi alle urne ma alle 22 di ieri sera aveva votato solo il 53,74% degli aventi diritto. Percentuale in calo rispetto alla stessa ora di 4 anni fa quando si recò alle urne oltre il 61% degli elettori.  Dopo il boom registrato alle 12 (11,78% rispetto al 9,32% della volta precedente) il dato poi è calato, perdendo quasi 10 punti alla chiusura dei seggi.