Condono e “manine”. Lega: Di Maio distratto, se si va a sbattere ci rimette M5S

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 ottobre 2018 9:20 | Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2018 9:20
Condono e "manine". Lega: Di Maio distratto, se si va a sbattere ci rimette M5S

Condono e “manine”. Lega: Di Maio distratto, se si va a sbattere ci rimette M5S

ROMA – Niente “manine” leghiste sulle controverse norme del condono, il sottosegretario Siri imputa piuttosto a Di Maio e al suo staff una certa distrazione, non  erano forse presenti in Consiglio dei Ministri? E Giorgetti, il secondo di Salvini, dai grillini sospettato di aver tramato in combutta con il ministero dell’Economia, lancia un allarme e un monito ai suoi alleati: così si va a sbattere, il governo non reggerebbe, ma in quel caso a rimetterci sarebbe proprio M5S.

Sulla crisi di governo sfiorata la Lega ostenta tranquillità e compattezza, specie nel confronto con M5S che sul decreto pace fiscale è dilaniato per le pressioni interne (Grillo, Di Battista, Fico) che non tollerano norme salva-evasori, 

Siri: “Di Maio distratto”. “Giorgetti fa bene il suo lavoro, nell’interesse del Paese e nell’ambito di un confronto continuo con il premier e con i leader della maggioranza. Bisogna evitare equivoci e non detti, perché questi generano il 97% dei conflitti”. E’ l’avvertimento del sottosegretario leghista alle Infrastrutture, Armando Siri in una intervista al Corriere della Sera.

“Io non so se ci sono state una, due o tre manine – spiega Siri – Mi pare paradossale che si possa pensare che, nell’ambito delle stanze del livello istituzionale tra i più alti del Paese, possa avvenire qualcosa di non concordato. Temo più gli equivoci”. Alla domanda se pensa che nello staff di Di Maio abbiano qualche difficoltà di comprensione dei testi, il sottosegretario risponde: “Più che incomprensione può essere distrazione, io non lo so. Ma non è che il testo si scrive da solo”.

Sulla possibilità che il leader della Lega vada al consiglio dei ministri, commenta: “È nelle prerogative del premier convocare formalmente il Cdm, che però è anche un organo di concertazione politica. Mi auguro che da qui a domani ci sia un chiarimento, perché il Paese ha bisogno di stabilità e certezze. Il governo deve essere unito”. Siri respinge infine con forza l’idea che la Lega userà l’incidente come pretesto per strappare: “Assolutamente no – afferma – non siamo alla ricerca di nessun pretesto, vogliamo solo realizzare il nostro programma nell’interesse degli italiani”.