I conti segreti di Gheddafi: cento miliardi di dollari in conti in Italia, Francia, Gb e Usa

Pubblicato il 24 Marzo 2011 11:54 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2011 11:54

Silvio Berlusconi e Gheddafi

TRIPOLI – Conti aperti presso le banche italiane, francesi, inglesi, americane in cui sono distribuiti cento miliardi di dollari. Poi riserve in oro, azioni in aziende e istituti bancari e denaro liquido. Spunta la lista segreta dei conti di Gheddafi: un resoconto dettagliato del patrimonio della Banca di Libia conservato presso il Consiglio di sicurezza dell’Onu. Così che anche quando e se Gheddafi cadrà, non si perderà d’occhio la situazione dei conti libici. Una lista da cui emerge una novità: la ricchezza della Libia è di molto superiore a quanto si pensava.

Che la Libyan Investment Authority (Lia) gestisse circa 60 miliardi di dollari in investimenti esteri, infatti, si sapeva già. La novità emersa però è che quella somma non costituisce neppure la metà delle riserve ufficiali di Tripoli. Molto più di quanto detiene la Lia resta nei conti che la Banca di Libia, l’istituto centrale del Paese, ha distribuito presso decine di importanti banche private occidentali.

Come scrive ‘Il Corriere della Sera’, il patrimonio della Banca di Libia ammonta in totale a 102,9 miliardi di dollari. Di questi 2,4 sono depositati presso il Fondo monetario internazionale a copertura quota libica nell’organismo di Washington. Altri 17 miliardi di dollari sono poi denaro in teoria del fondo sovrano, la Lia, ma depositato presso conti a nome della banca centrale. Il resto del patrimonio, circa 85 miliardi di dollari, appartiene poi tutto direttamente all’istituto centrale.

Investimenti nei paesi stranieri. In Italia risultano depositati in totale 9,86 miliardi di dollari, di cui 4,7 miliardi in titoli e investimenti di portafoglio, con il resto concentrato in strumenti monetari (ossia, in denaro liquido). Gli istituti presso i quali la Banca di Libia avrebbe aperto delle posizioni sono principalmente Intesa Sanpaolo e Unicredit, oltre alla Banca d’Italia. A queste somme vanno aggiunte poi le partecipazioni libiche in Unicredit, Finmeccanica o Eni, anch’esse congelate da un paio di settimane.

In Gran Bretagna risultano concentrati 14,4 miliardi di dollari della banca centrale, anche qui distribuiti in tutti i principali istituti: i conti sono aperti presso Hsbc, Barclays, Lloyd e anche presso la Bank of England. In Francia c’è un’attenta distribuzione delle riserve fra le varie grandi banche del Paese: fra queste la Banque de France, Bnp Paribas, Société Générale e Crédit Agricole.

Negli Stati Uniti la Banca centrale libica ha aperto dei conti presso la Bank of New York Mellon, istituto specializzato in attività di deposito per investitori di tutto il mondo.

Resta poi la parte oggi forse più rilevante del patrimonio della banca centrale, quella in oro. Le riserve in lingotti arrivano almeno a 143 tonnellate, pari a circa 6,5 miliardi di dollari ai valori attuali. Tutti i lingotti sono conservati nei caveau sotto i palazzi di Tripoli.