Coronavirus, prefetto e Regione potranno sospendere aziende non in regola. Viminale, via alle ispezioni

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Aprile 2020 12:18 | Ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2020 13:27
Coronavirus, il prefetto potrà sospendere aziende non in regola (con placet della Regione). La circolare del Viminale

Coronavirus, il prefetto potrà sospendere aziende non in regola (con placet della Regione). La circolare del Viminale (Nella foto Ansa, la ministra Lamorgese)

ROMA  –  I prefetti potranno disporre la sospensione dell’attività di un’impresa “sentito il presidente della Regione interessata”. Se le aziende e gli esercizi commerciali non rispettano il distanziamento sociale, l’uso delle mascherine e le altre regole igieniche possono essere chiuse d’imperio dalle autorità locali.

Per i controlli del rispetto delle misure del dpcm 10 aprile in campo anche la Finanza. Sono alcune delle indicazioni presenti in una circolare inviata ai prefetti dal capo di Gabinetto del ministero, Matteo Piantedosi, in seguito all’entrata in vigore del decreto Conte del 10 aprile scorso che contiene misure per il contenimento della diffusione del coronavirus fino al 3 maggio.

Il decreto amplia le attività consentite rispetto alla precedente normativa. E per una serie di queste (come gli impianti per l’industria dell’aerospazio e della difesa e delle altre attività strategiche per l’economia nazionale) il nuovo provvedimento prevede che basti il sistema della “preventiva comunicazione al prefetto”, mentre in precedenza occorreva “il meccanismo dell’autorizzazione”.

Pertanto, per quanto riguarda le richieste di autorizzazione arrivate alle prefetture “non ancora definite o decise negativamente”, la circolare sollecita i prefetti ad accelerare sull’istruttoria “al fine di verificare se le stesse possano considerarsi come comunicazioni legittimamente presentate ai sensi” del nuovo decreto.

Infatti, segnala il capo di Gabinetto, “poiché le imprese che hanno in precedenza presentato tali richieste potranno ora beneficiare di un immediato avvio dell’attività, in attesa degli esiti delle verifiche sottese all’eventuale sospensione”, è evidente che i prefetti “dovranno dedicare una particolare attenzione all’esigenza di una celere definizione delle relative istruttorie”.

Altra novità del decreto è che il prefetto possa disporre la sospensione dell’attività di un’impresa “sentito il presidente della Regione interessata“. C’è dunque l’esigenza che i prefetti del capoluogo di regione “svolgano le opportune interlocuzioni” dirette a garantire “la rispondenza dell’azione amministrativa all’interesse generale e il miglioramento della qualità dei servizi resi al cittadino”. 

Controlli della Guardia di Finanza 

Nella circolare si prevede anche la possibilità di controlli da parte della Guardia di Finanza. Ai finanzieri, in linea con le funzioni proprie di polizia economico-finanziaria, potrà essere demandato “lo svolgimento di specifici controlli e riscontri – a mezzo di disamine documentali, tramite le banche dati in uso e, ove necessario, rilevamenti presso le sedi aziendali – circa la veridicità del contenuto delle comunicazioni prodotte dalle aziende, avuto riguardo all’inclusione nelle categorie autorizzate ovvero all’esistenza della relazione economico-commerciale tra le attività d’impresa appartenenti alle varie filiere consentite”.

Ad oggi oltre duemila stop ad attività produttive

Fino all’8 aprile le prefetture hanno ricevuto 105.727 comunicazioni di prosecuzione di attività da parte delle imprese in seguito al lockdown del coronavirus; per 38.534 è in corso l’istruttoria; per 2.296 è stato adottato il provvedimento di sospensione.

Lo indica una circolare inviata ai prefetti dal capo di Gabinetto del ministero, Matteo Piantedosi, in seguito all’entrata in vigore del decreto Conte del 10 aprile scorso che contiene misure per il contenimento della diffusione del Covid-19 fino al 3 maggio. (Fonti: Agi, Ansa)