Stella sul Corriere: “Il vice di Durnwalder guadagna più di Obama”

Pubblicato il 13 Gennaio 2012 11:23 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2012 11:59

BOLZANO – Il quotidiano sudtirolese Neue Südtiroler Tageszeitung ha pubblicato un’inchiesta sui super stipendi dei presidenti e degli assessori di Alto Adige e Trentino, denunciando  la differenza tra quanto guadagnano gli “amministratori delle alpi” rispetto ai loro colleghi illustri internazionali. A riportarlo è Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera.

Il giornale sudtirolese, diretto da Arnold Tribus, di ispirazione liberale e radicale, è sempre stato un difensore accanito dell’autonomia. A maggior ragione – scrive Stella – stupisce leggere come “si prenda la libertà di dire cose scomode. A partire da certi confronti”. A partire proprio da quello tra le buste-paga mensili di Luis Durwalder (25.620 euro) e Barack Obama (23.083).

“Grasse indennità” è il titolo scelto dal quotidiano sudtirolese che ha stilato una lista dei costi della politica quasi universale, che va dal presidente del Consiglio della provincia autonoma di Bolzano, Mauro Minniti al segretario di stato americano, Hillary Clinton. Questi quelli citati da Stella:

Il presidente del parlamento del Libero Stato di Baviera, Barbara Stamm, guadagna ogni mese al lordo 14.841 euro. Quello del Bundestag a Berlino, Norbert Lammert, 16.504. Quella della Camera austriaca Barbara Prammer, 17.136. E quello del consiglio provinciale altoatesino Mauro Minniti 21.440. Più del doppio rispetto al pari-grado del Tirolo austriaco Herwig Van Staa, che di euro ne prende, dice la «NST», 8.902. […] La vicepresidente dell’assemblea provinciale bolzanina Julia Unterberger, con 17.220 euro lorde, risulta avere ogni mese quasi seimila bigliettoni in più rispetto a Hillary Clinton, che come segretario di Stato americano guadagnerebbe, stando ai siti ufficiali, 136.204 euro l’anno, cioè 11.350 al mese.

E ancora:

Ed ecco che colpisce il distacco non solo tra il «lordo» mensile di Durnwalder rispetto al governatore del Tirolo Günther Platter, che con 13.353 euro prende poco più della metà del «cugino». Ma più ancora quello del presidente della giunta provinciale trentina Lorenzo Dellai (21 mila euro: erano 21.539) rispetto a quello del cancelliere Angela Merkel: 18.883. È demagogico chiedere se sia normale che Rosa Thaler, presidente dell’assemblea regionale trentina (organo ormai svuotato dal rafforzamento dei due consigli provinciali che lo compongono abbinandosi ogni tanto) abbia una busta paga di 21.300 euro, cioè maggiore di quella del cancelliere austriaco Werner Faymann? O che Hans Berger, il «vice» di Durnwalder, prenda 24.360 euro lordi al mese contro i 21.133 di Nicolas Sarkozy?

Quanto ai «soldati semplici», accusa il giornale tedesco di Bolzano, le differenze sono altrettanto nette: un «deputato» del land bavarese prende 6.881 euro lorde al mese, un consigliere tirolese a Innsbruck 4.748, un parlamentare al Bundestag di Berlino 8.252, uno alla Camera viennese 13.872. Sopra a tutti, un consigliere provinciale altoatesino se ne ritrova in busta paga 14.000. Se il segretario generale dell’Onu Ban Ki moon ne prende 13.823 c’è o no qualcosa che non va? O c’è chi pensa di cavarsela con la tesi che è Ban Ki moon a esser sottopagato?”.

Non è esattamente dello stesso avviso Il Fatto Quotidiano che a pagina 12 denuncia come, in verità, i leader occidentali abbiano stipendi esorbitanti anche dopo aver lasciato la carica. Riciclano le loro esperienze di governo attraverso consulenze milionarie. La società di consulenza dell’ex premier britannico Tony Blair, in tempi di magra, avrebbe aumentato il suo giro d’affari di circa il 40 percento. Inoltre, scrive il Fatto, “è noto che l’ex premier incassa circa 3 milioni di sterline l’anno come consulente di Jp Morgan e Zurich International. Poi con la società Tony Blair Associates, dà consulenza ai governi di Kuwait e Kazakistan”. In Germania, l’ex cancelliere Gerard Schroder bada ora ai propri interessi, come presidente del Gasdotto Nord Stream (anche se al governo trattò lui stesso con i russi di Gazprom, i promotori) ed è consulente per la Banca Rothschild. “Figurarsi se Blair – commenta il Fatto – che per dieci anni ha messo il naso nelle vicende internazionali, non può sfruttare la sua esperienza”.