Crisi di Governo. La (dis)carica dei peones. “Male che vada torno alla Rai…”

Pubblicato il 14 Dicembre 2012 10:08 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2012 10:15
Crisi di Governo: la (dis)carica dei peones

Scilipoti e i peones a giorni orfani della legislatura: cosa faranno?

ROMA – Crisi di Governo. Che ne sarà delle centinaia di deputati e senatori di ogni schieramento in scadenza di mandato? Pidiellini e democratici i più ansiosi, Berlusconi dice che ne salverà un misero 10%, Bersani ha riavvolto paracaduti e bucato salvagenti con le primarie dei candidati: che poi “chi saranno mai ‘sti volti nuovi” sibilano nei vari crocicchi e capannelli improvvisati in Transatlantico, notabili e peones, donne e uomini, vecchie bandiere e giovani leoni. Aldo Cazzullo del Corriere della Sera si è fatto qualche vasca in quel Transatlantico, raccogliendo preoccupazioni e progetti per il futuro, chi aspirando a riabilitazioni dell’ultima ora, chi annusando ogni piccolo refolo che viene dai piani alti, con rassegnazione o ansiosa speranza.

“Male che vada torno alla Rai” dichiara baldanzoso Francesco Pionati, leader di uno dei numerosi cespugli cresciuti intorno all’albero del Pdl. Lui e la sua Alleanza di Centro, sia chiaro a tutti, contano ancora qualcosa, a Catanzaro come in Molise. Ma se va male appunto, (nel senso di una trombatura senza appelli per il Parlamento) c’è mamma Rai pronto ad accoglierlo a braccia aperte, come “Ravaglioni, Santoro, Gruber, Badaloni e ovviamente Marrazzo“. Quando uno è vicedirettore del Tg1, lo è nell’anima, lo è per sempre.

E l’ineffabile Scilipoti? Lui non si preoccupa davvero, ha energia e fantasia da vendere e poi è medico proteiforme, ortodosso e alternativo al contempo e infatti ci tiene a ricordare: “Io non resto disoccupato […] Sono ginecologo, ostetrico, oncologo, clinico, agopuntore, specialista in fisioterapia, fisiopatologia della cervice e moxibustione. Come sarebbe, cos’è? La terapia del calore. Ho un mestiere, io”. Peccato non sia anche psicoterapeuta il nostro Barnard siculo, già Idv e Responsabile.

Potrebbe offrire un sostegno a tutte le truppe di supporto a quel Berlusconi che dopo averle miracolate le sta abbandonando al loro destino:  l’ex ministro Saverio Romano (processato ma assolto per mafia) riunisce i vari Ruvolo, Pippo Gianni, Maria Castiglioni, Michele Pisacane. Sognano una  nuova balena bianca che li imbarchi tutti ( ma forse non hanno letto Melville). Una sessantina di leghisti, da solidi padani, soffre in silenzio: Roma ladrona li ha prima sedotti, quindi abbandonati. Anche a sinistra non mancano i musi lunghi: c’è una generazione che spinge, che raccoglie tanti voti, che si candida bellamente a sostituirli: i “paracadutati dal Porcellum” rischiano più di tutti, la segretaria di Fioroni, il portavoce di Franceschini

Nostalgie profonde, tipo La mia Africa, vive la pattuglia rutelliana dell’Api. Messi peggio (dice Cazzullo) stanno solo quelli di Fini, spiazzati dagli attendismi e dalle acrobazie di Montezemolo e Casini. Barbato dell’Idv, giudicato da tutti una mina vagante e lui in prima persona fiero di esserlo, studia addirittura da premier, ha un sistema infallibile: “Si chiama liquid feedback. Si fa al contrario di come fa Grillo: non dall’alto ma dal basso”. Giura che consulterà tutti gli utenti, uno a uno. Proprio tutti, chiede il cronista? Gran finale con apostrofo rosa shocking: “Tutti e sarò il loro portavoce […] Come i piraten tedeschi. Meglio ancora quelli svedesi. Ne ho conosciuta una a Strasburgo. Bionda, 25 anni. Una sventola…”.