Ecco la “cronologia della fiducia”: come è cambiato il destino del governo in poche ore. 311, 312, 313…

Pubblicato il 15 Dicembre 2010 15:05 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2010 15:05

Il governo ha ottenuto la fiducia dal Parlamento, e questo già lo sappiamo. Ma è interessante vedere, cronologicamente, come si sono spostate le “possibilità” di voto durante la giornata, a mano a mano che gli indecisi diventavano decisi e le deputate incinte arrivavano in Aula. Perché osservando la “cronologia della fiducia” ci si accorge che fino, più o meno, alle 12.14, l’opposizione era in vantaggio. Dopo di che dalle 12.57, ovvero il momento esatto in cui la finiana Catia Polidori ha votato la fiducia, la situazione si è ribaltata. Fino ad arrivare al responso finale: la Camera respinge la mozione di sfiducia. Vediamo nel dettaglio la cronologia della giornata di ieri.

Ore 10, maggioranza 311 voti, opposizione 310: Prima dell’inizio della seduta alla Camera i numeri erano ancora favorevoli per il governo. Gli indecisi Scilipoti, Calearo, Guzzanti e Siliquini, infatti, erano ancora indecisi e le “incinte” Bongiorno e Cosenza non si erano ancora viste in quei di Montecitorio.

Ore 11.50, maggioranza 311, opposizione 312: Seppure per un soffio la situazione si ribalta perché entrano alla Camera le tre “mamme del no”: Giulia Bongiorno, Giulia Cosenza e Federica Mogherini.

Ore 12.13, maggioranza 311, opposizione 313: Si aggiunge un altro punto per l’opposizione nel momento in cui Paolo Guzzanti (Pli) scioglie le riserve e annuncia che voterà la sfiducia al governo.

Ore 12.57, maggioranza 312, opposizione 311: E’ a questo punto che la situazione si ribalta a favore del governo Berlusconi. A sorpresa, infatti, la deputata finiana Catia Polidori vota la fiducia al governo

Ore 13.40, maggioranza 312, opposizione 311: La situazione “numeri” rimane invariata quando Gaglione e Moffa saltano anche la seconda chiama e, dunque, si astengono. Rimangono invece indecisi Scilipoti e Calearo.

Ore 13.41, maggioranza 314, opposizione 311: Si arriva al risultato che consegna la fiducia al governo, dopo che anche Scilipoti e Calearo sciolgono la riserva e votano a favore dell’esecutivo.