Ddl omofobia, Carlo Giovanardi: “In galera chi a favore della famiglia naturale”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Luglio 2013 13:29 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2013 13:30
Ddl omofobia, Carlo Giovanardi: "In galera chi a favore della famiglia naturale"

Ddl omofobia, Carlo Giovanardi: “In galera chi a favore della famiglia naturale” (Foto Lapresse)

ROMA – “Chi si pronuncia a favore della famiglia naturale con papà uomo e mamma donna rischia la galera”. Per Carlo Giovanardi è questo il paradossale esito del ddl anti omofobia in esame alla Camera e sponsorizzato dal deputato Pd, Ivan Scalfarotto.

La proposta, secondo Giovanardi, è una follia eterofoba in quanto ”intende applicare integralmente alle discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere le sanzioni penali previste dalla legge Mancino per chi propaganda idee fondate sulla superiorità, sull’odio razziale ed etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”.

Ed ecco la follia secondo il senatore del Pdl: “I giuristi per la vita ed illustri penalisti hanno già efficacemente dimostrato che verranno colpiti con la reclusione sino a tre anni coloro che per esempio sostengono che il rapporto naturale è tra uomo e donna o che si oppongono al matrimonio gay o sono contrari all’adozione dei bambini da parte di coppie omosessuali. Da sei mesi a quattro anni rischiano invece i partecipanti alle associazioni che sostengono queste idee e da uno a sei anni coloro che queste associazioni promuovono o dirigono”.

”Con un pizzico di perfidia si aggiunge nella proposta anche il concetto di rieducazione, prevedendo per il condannato che ha già espiato la pena detentiva un periodo da sei mesi ad un anno di lavoro non retribuito a favore delle associazioni che tutelano le persone omosessuali. C’è da sperare che questa follia eterofoba, pensata per imbavagliare chi non la pensa come i gay militanti, venga bocciata da un Parlamento che non può cancellare nel nostro Paese libertà di parola e di pensiero garantite dalla Costituzione”.