E’ la guerra delle tv: Sky contro Mediaset. “Fanno blocco sulla pubblicità”

Pubblicato il 16 Settembre 2009 17:50 | Ultimo aggiornamento: 16 Settembre 2009 18:02

Rupert Murdoch

È la guerra delle televisioni, guerra di imprese, guerra tra loro ma anche battaglia i cui esiti arriveranno nelle nostre case, nelle nostre abitudini, nei nostri consumi, nella nostra cultura. Sky Italia fa causa, ricorre alla magistratura contro Mediaset. L’accusa è quella di comportamento che viola le leggi della concorrenza europea e anche le norme italiane in materia di comunicazione. Quello che i latini, lo imparavamo a scuola, chiamavano il “casus belli”, cioè la scintilla che fa divampare l’incendio è, secondo Sky, il blocco opposto da Mediaset all’acquisto di spazi pubblicitari da parte della stessa Sky su tre canali commerciali italiani. Dice insomma Sky che Mediaset fa ostruzionismo e si comporta non da azienda concorrente ma da padrona dell’etere.

Non è una mossa che gli italiani di Sky possano aver deciso da soli e per caso. Murdoch, il capo di un colosso mondiale della comunicazione, deve aver dato il via libera alla sua filiale italiana, consapevole che Mediaset in Italia vuol dire Berlusconi, cioè il governo.

E’ guerra aperta ed era cominciata in agosto con l’offensiva Rai-Mediaset contro Sky. La decisione della Rai di non rinnovare l’accordo con Sky, di “scendere” dal satellite con la sua programmazione, i ripetuti oscuramenti di programmi Rai per chi dispone dell’abbonamento e del decoder Sky, la nascita di una mini piattaforma satellitare tra Rai, Mediaset e La 7. E prima ancora l’aumento dell’Iva varato dal governo per gli abbonamenti Sky. E sullo sfondo le ripetute accuse a Sky di essere diventata una concorrente non solo aziendale ma anche politica.

Se Sky riuscirà a dimostrare in Tribunale che Mediaset blocca e governa la pubblicità e la sua messa in onda, avrà dimostrato che governo del paese e azienda del premier lavorano d’intesa. Poca e forse scontata cosa per l’opinione pubblica italiana, cosa intollerabile per la cultura e la politica anglosassone, cosa comunque vietata in Europa. Ventiquattr’ore prima per Berlusconi il dispiacere di uno share modesto, appena il 13 per cento, per il suo lungo tête a tête con Vespa su RaiUno, un dispiacere, nulla di più. Ma questa con Sky è una grana grossa e seria, anche se in Italia ai più non sembrerà.