Elezioni, ultimi sondaggi liberi: centrodestra 130 seggi più di M5S e Pd. Ma…

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 16 febbraio 2018 14:28 | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2018 14:28
Elezioni, ultimi sondaggi liberi: centrodestra 130 seggi più di M5S e Pd

Foto Ansa

ROMA –Elezioni, ultimi sondaggi liberi, nel senso che da domani i sondaggi si possono fare ma non possono più essere resi pubblici. E la sostanza, la media più o meno ponderata di quattro sondaggi che appaiono rispettivamente sul Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa e Il Sole 24 Ore è che il Centro Destra alla Camera dei Deputati avrebbe 130 seggi in più sia di M5S che del Pd. Centotrenta seggi di vantaggio sugli altri, non poca cosa. Ma non bastano.

Nessuna maggioranza in grado di formare un governo, Movimento5stelle primo partito e centrodestra coalizione con più seggi con la quota uninominale a fare la differenza. E’ la fotografia della prossima Camera dei Deputati che si ottiene incrociando i dati degli ultimi sondaggi che oggi i 4 principali quotidiani italiani propongono e che, se confermati nelle urne, riproporrebbero uno scenario simile a quello delle ultime elezioni. Anche se con ruoli diversi.

Nel 2013 il primo partito fu, seppur di misura e solo grazie al voto estero, il Pd di Pierluigi Bersani, la coalizione con più voti quella di centrosinistra e Forza Italia era in caduta libera dopo gli scandali che avevano visto coinvolto Silvio Berlusconi. Ne uscì un Parlamento quasi equamente diviso in tre parti e comporre una maggioranza di governo fu una vera e propria avventura. Oggi, quattro anni dopo, la legge elettorale è cambiata, i Cinque Stelle si avviano ad essere il primo partito (cioè quello più votato) praticamente senza rivali e il centrodestra si prepara ad essere di nuovo maggioranza, seppur relativa ma, cambiando l’ordine degli addendi, il risultato come matematica insegna non cambierà.

Gli eredi di Beppe Grillo viaggiano a vele spiegate verso il 28% dei consensi: 28.6% secondo Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera, 27.8% secondo Repubblica-Demos, 27% per la Stampa-Piepoli, 29,4 Sole 24-D’Alimonte. Lontano, anzi lontanissimo il Pd che, nonostante le scissioni, le batoste elettorali rimediate e gli errori commessi ultimamente, resta comunque la seconda forza intorno al 23% (22.6% Corriere, 21.3% Repubblica e 24.5% Stampa, 23,7 Il Sole). E poi? E poi gli altri che, presi singolarmente, hanno pesi decisamente più leggeri, ma sommati come nella coalizione di centrodestra sono in grado di farsi maggioranza. E’ ovviamente la condizione del centrodestra dove la guida sarà Forza Italia (16.3% Corriere, 15.8% Repubblica, 16% Stampa, 15% Sole 24 Ore), seguita a ruota dalla Lega di Matteo Salvini (13.2% Corriere, 13.2% Repubblica, 13% Stampa, 14,7 Sole) e condita dai voti di Fratelli d’Italia (4.3% Corriere, 4.8% Repubblica, 5% Stampa, 4,4 Il Sole).

Facendo la media ponderata dei tre sondaggi, tra gli ultimi pubblicabili visto che si vota il 4 marzo e nelle ultime due settimane prima del voto le nostre discutibilissime norme in materia vietano la diffusione di nuovi sondaggi, si ottiene quindi una Camera dove il centrodestra sarà maggioranza con circa il 36%, seguito dai Cinque Stelle più o meno alla pari da soli con la colazione centrosinistra che sommerà ai voti del Pd quelli della Bonino (nell’ordine del 3%) e Di Insieme e di Civica della Lorenzin. La ripartizione però non seguirà la traccia delle percentuali di voto raccolte: il centrodestra va ad avvicinarsi a quota 300, arrivando a una media ponderata di 283 seggi alla Camera. Comunque lontani dalla maggioranza (quota 316). Il centrosinistra segna la media ponderata di 158 seggi, M5S quella di 152. Quarto ‘incomodo’, per così dire, Liberi e Uguali della coppia D’Alema-Grasso che dovrebbe portare a Montecitorio una pattuglia di circa 24 deputati.

Il perché di questa sfasatura tra percentuali e seggi è presto individuato e sono i collegi uninominali. Se infatti la legge con cui voteremo il prossimo 4 marzo è una legge fortemente proporzionale, conserva comunque una quota di seggi assegnati col sistema maggioritario. Seggi questi ultimi che saranno tutti o quasi appannaggio del centrodestra. Nei collegi uninominali il Centro Destra va a raccogliere 135/145 dei suoi 283 alla Camera. Il Pd e alleati nell’uninominale raccolgono invece invece solo 45/55 dei loro 158 seggi. M5S addirittura solo 35/45 eletti nell’uninominale su 152.

Ma c’è un grande ma: l’elettorato al Sud. Secondo il sondaggio del Sole 24 Ore commentato da Roberto D’Alimonte M5S al Sud è al 38 per cento. E quindi può togliere collegi a Forza Italia. E quindi impedire al Centro Destra di vincere. E l’altro ma è rappresentato dall’anomalia del sondaggio Sole 24 Ore rispetto agli altri: dà Forza Italia e Lega vicinissimi mentre Pagnoncelli li distanzia di almeno 28 seggi alla Camera (rispettivamente 129 con Berlusconi, 101 con Salvini).Il doppio ma, se confermato dal voto reale, potrebbe infliggere doppia punizione a Forza Italia appunto.

Infine una cosa che  ormai nessuno si immagina più e cioè qual il partito più votato al Nord? Il Pd , la Lega viene dopo e anche M5S. Perché M5S al Nord fa poco più della metà di M5S al Sud. Una nuova question e meridionale o una nuova Democrazia Cristiana?

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