Esponente Pd su Facebook: “Possibile che nessuno spari a Berlusconi?”. Poi si dimette

Pubblicato il 14 Ottobre 2009 - 19:42 OLTRE 6 MESI FA

logo-facebook«Ma santo cielo, possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi?». A scriverlo su facebook è un dirigente del Pd modenese che ora, travolto dalla bufera, ha presentato le dimissioni al partito. Tra i suoi amici virtuali c’è un consigliere del Pdl che ha letto e aspramente criticato la frase contro il presidente del Consiglio.

Il protagonista delle vicenda si chiama Matteo Mezzadri, ha 22 anni e fino a pochi giorni fa era coordinatore a Vignola e membro della segreteria provinciale dei giovani democratici. Caduto nel vuoto l’appello dell’amico del web, ma rivale politico, si trova a gestire un guaio più grande di lui.

Bruno Rinaldi, consigliere provinciale Pdl, è invece il membro Pdl che si è scagliato contro la frase incriminata: «Un grave scivolone da parte di un esponente del Pd modenese, una autentica vergogna che si commenta da sè», ha detto.

Rinaldi insieme al consigliere regionale Enrico Aimi, hanno chiesto che a Mezzadri venisse tolto l’incarico: «Si vergogni e si dimetta, o almeno si penta ufficialmente». logo_pd2

Poche ore dopo il giovane del Pd si è dimesso: «Chiedo scusa a tutti, amici e meno amici, a partire da Berlusconi. E mi dimetto dalle cariche del Pd, attendendo dal partito eventuali provvedimenti. Il mio è stato un linguaggio che nessuno dovrebbe avere, tantomeno uno che si occupa non solo della propria vita, ma anche di quella degli altri».

Nessuna pietà per lui neanche dalle file del Pd modenese, che ha così commentato nelle parole del segretario provinciale Stefano Bonaccini: «Mezzadri è autore di gravissime dichiarazioni nei confronti del Presidente del Consiglio, di cui solo oggi il partito è venuto a conoscenza. Ogni forma di violenza, anche verbale, è inaccettabile. L’età e l’inesperienza non possono in alcun modo giustificare gesti di tale gravità. Mezzadri ha saggiamente deciso di dare le sue dimissioni. Se non lo avesse fatto avremmo provveduto noi a sospenderlo»