Franz Pahl: “Non accetto espropri”. Storia della truffa trentina dei vitalizi

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2014 12:07 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2014 12:07
Franz Pahl: "Non accetto espropri". Storia della truffa trentina dei vitalizi

Franz Pahl: “Non accetto espropri”. Storia della truffa trentina dei vitalizi

TRENTO – Franz Pahl, falco della Svp e presidente degli ex consiglieri regionali trentini e sudtirolesi, non ci pensa proprio a restituire i soldi del vitalizio anticipato che il presidente Diego Moltrer sta cercando invano di riprendersi. Sì, perché la questione è proprio questa: quei soldi sono stati dati agli ex consiglieri come vitalizi, anticipati in una unica soluzione anziché diluiti in assegni mensili. Soltanto che nel frattempo quei vitalizi d’oro sono diventati fuori legge, e così la Regione si ritrova a chiedere i soldi indietro.

Per Franz Pahl e colleghi quei soldi sono da considerarsi “diritti acquisiti” che, in quanto tali, sarebbe nientemeno che incostituzionale riprendersi. Hanno già annunciato battaglia e andranno avanti a colpi di ricorsi perché, questa è la motivazione surreale “non si accettano espropri”.

Gian Antonio Stella, sul Corriere della Sera, fa un breve riassunto di come si è evoluta la truffa trentina dei vitalizi. Prima esageratamente elargiti, poi aboliti ma anticipati. E ora ai limiti della confisca:

Nell’estate 2012 il Consiglio regionale annuncia di aver deciso di abolire i vitalizi per le legislature a venire e di ridurre quelli già avviati. Una scelta imposta dal governo Monti. Ma sventolata dal Pd come una prova luminosa: “I consiglieri provinciali e regionali del Trentino Alto Adige – Sud Tirolo avranno a partire dal 2013 le indennità più contenute rispetto ad ogni altra regione italiana, oltre ad essere l’unica Regione ad aver già esecutiva l’abolizione dei vitalizi”. 

In realtà, la “pensione” viene sì ridotta, al massimo, a 2.750 euro. Ma i “deputatini” ed ex “deputatini” sono invogliati ad accettare il “sacrificio” con l’offerta di avere subito i soldi che avrebbero avuto nel corso degli anni. Parte accantonati in un fondo “family” (nome interpretato da molti come una iniziativa in favore delle famiglie alpine…) e parte in contanti. Cash.

Ma il trucco non sta solo nell’anticipo, bensì nel calcolo col quale viene stabilita la sontuosa somma da anticipare. Spiega ancora Stella che il calcolo

partiva dall’idea che i consiglieri regionali sarebbero mediamente vissuti fino a 85 anni: sei in più, per gli uomini, dell’aspettativa di vita. E in base a questa calcolava l’anticipo dei vitalizi. Come spiegò una denuncia dei Verdi, “tale calcolo si fondava sulla fissazione di un “tasso d’interesse prevedibile” nel corso del periodo previsto”. In pratica “quando si tratta di somme anticipate su pagamenti futuri, dal totale va tolto ciò che una persona investendo a un normale tasso d’interesse questi soldi può ricavare negli anni”.

Nel ventaglio di consulenze fu scelto il parere del professor Gottfried Tappeiner (che successivamente si sarebbe dissociato) che fissò questo tasso di sconto, cioè la percentuale da sottrarre via via all’anticipo, allo 0,81%. Molto ma molto più favorevole del 3% ipotizzato da altre consulenze. Per non dire di altri trattamenti di favore sull’età pensionabile…

Risultato: tolti un ottantenne e un novantenne che preferirono continuare a ricevere il vitalizio mensile, tutti i consiglieri ed ex consiglieri hanno scelto entusiasti di incassare i soldi subito. Tanto più che per avere delle somme simili, volendo comprare una casa o un paio di appartamenti da affittare, avrebbero dovuto implorare in banca mutui immensamente più costosi.