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Gheddafi e le ragazze, Mussolini e gli ebrei, Cucchi e Battisti: l’Italia che si stupisce “al contrario”

Pubblicato il 16 Novembre 2009 14:30 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2010 12:58
Gheddafi alla Fao

Gheddafi alla Fao

Una delle ragazze ingaggiate a basso costo (60 euro non si sa se lordi o netti) per sorbirsi la predica di Gheddafi, quando ha saputo che in ballo c’era una serata con il leader libico (ma ancora non sapeva che era una serata senza “balli” di alcun tipo), si è stupita che: “Non ci fosse Berlusconi”. Nessuno si è stupito del suo stupore. Appariva infatti normale, plausibile, quasi ovvio, a lei e alle altre cento, all’agenzia di hostess, alle agenzie di stampa e al folto pubblico chiamato opinione pubblica che una “serata con i leader” fosse allietata, anche solo visivamente, con “belle ragazze”. Legittimo e diffuso stupore dunque che così non sia andata, in Italia ci si sta infatti abituando a stupirsi “al contrario”.

Stupore infatti sta destando la lettura dei diari di Claretta Petacci, le carte finora inedite in cui la “compagna del Duce” annotò dal 1932 al 1938 quanto Mussolini le diceva (le carte successive al ’38 saranno rese note man mano che scadranno i 70 anni di “secretazione” dei documenti). Vi si legge di un Mussolini che rivendica: “Io sono razzista fin dal 1921…Che schifo questi italiani che convivono con le negre…Tu non sai il male che questo Papa (Pio XI) fa alla Chiesa, fa cose indegne, come quella di dire che siamo simili ai semiti…Dice: compiangere gli ebrei: è il colmo…Questi schifosi di ebrei, bisogna che li distrugga tutti, farò una strage come i turchi…gli italiani non devono più essere sfruttati da questi rettili…Il Papa mi chiede di far sposare un italiano con una negra. Solo perchè questa è cattolica. Ah, no! A costo di spaccare il muso a tutti…Noi una sola forza, lui con la camicia bruna, io  in camicia nera…”. Stupisce questa lettura perchè la “nuova storia” in voga da qualche anno racconta di un Mussolini che non voleva le leggi razziali, che subiva Hitler di cui diffidava…Il racconto della “nuova storia” è da qualche tempo quello di un dittatore dolce e umano travolto dalla storia avversa. Dalle carte non risulta, in realtà non risultava neanche dalla storia vera. Stupiamo dunque “alla rovescia”, nel rileggere Mussolini per quello che era e che si sapeva come e chi fosse.

Simmetricamente non ci stupiamo del sorprendente: il sindaco leghista di Besana Brianza, Vittorio Gatti, impone, pena la multa, a presidi e dirigenti scolastici di esporre il crocefisso in aula. Non c’è nessuna legge che imponga questo obbligo, neanche nelle due versioni del Concordato tra Stato e Chiesa. Ma nella testa di questo sindaco e di molti come lui in Italia c’è una legge che introduce la “religione di Stato”. Non succedeva da quasi due secoli, succede ora. Nessuno stupisce. E stupisce nessuno il fatto che gli Agenti di Polizia Penitenziaria facciano esplicitamente capire che ad ammazzare di botte Stefano Cucchi siano stati i Carabinieri e che i Carabinieri facciano esplicitamente capire che sono stati gli Agenti di Polizia Penitenziaria. Non ci si stupisce per il fatto che in carcere si muoia di botte, la “curiosità” è chi è stato: tranquillamente il pubblico assiste ad una macabra versione dello “schiaffo del soldato”. Qualcuno si stupisce che il capo del governo racconti al vertice della Fao per la millesima volta la stessa barzelletta, quella di Marx redivivo cui i comunisti concedono solo pochi secondi per dire qualcosa e lui dice: “Proletari di tutto il mondo, scusatemi”? Nessuno, lui può ripetersi all’infinito e sempre troverà tanti sorrisi d’ordinanza.

Stupiti gli italiani perchè è stato fatto un film, inutile prima ancora che discutibile, sui terroristi di Prima Linea. Nessuno stupore sul fatto che il nostro premier, il nostro governo, il nostro Parlamento, la nostra opposizione non spieghino a brutto muso al presidente brasiliano Lula che non può, non deve e non sarà tollerato il suo eventuale No all’estradizione dell’assassino Cesare Battisti. Assassino e non militante politico.

E nessuno stupore infine e in fondo per l’idea di far pagare un po’ di tasse non pagate trasformando la ricevuta al ristorante, dell’idraulico, del dentista in un tagliando del “Gratta e Vinci”. Tu fattela dare e partecipi ad un’estrazione a premi. L’uovo di Colombo contro l’evasione fiscale. Un uovo marcio perchè chi ti rilascerà quella ricevuta che prima non ti dava neanche morto adesso alzerà il prezzo della merce venduta e della prestazione offerta. Nel caso il “Gratta e Vinci” fiscale diventasse realtà, il rilasciatore di ricevuta “incorporerà” il prezzo e la tassa, comunque, la paghi tu. Ma è esito che non stupisce, funziona così nell’Italia che si stupisce al contrario.