Giorgio Napolitano: “Ue modello di successo, uniti per battere la crisi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 settembre 2013 9:50 | Ultimo aggiornamento: 7 settembre 2013 9:51
Giorgio Napolitano: "Ue modello di successo, uniti per battere la crisi"

Giorgio Napolitano (Foto LaPresse)

CERNOBBIO – “L‘Unione Europea rimane un modello di successo e dobbiamo rimanervi per battere la crisi“. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo afferma in un messaggio al Forum Ambrosetti di Cernobbio letto dall’ex premier e senatorio Mario Monti. Napolitano spiega che  l’Unione europea è “chiamata oggi a questo salto di qualità: procedere sulla via dell’integrazione per maggiore autorevolezza politica” e “maggiore capacità di attirare capitali”.

Il presidente vede ”pericolose correnti di scetticismo e di rifiuto verso l’indispensabile ulteriore integrazione” dell’Unione europea, legge ancora Monti nella lettera inviata da Napolitano. ”Le difficoltà del presente impongono, infatti, decisioni lungimiranti. Occorre che i leader politici ritrovino il coraggio della scelta europeista, non solo – come fu all’indomani del secondo conflitto mondiale – quale risposta alla catastrofe della guerra”.

Ecco il messaggio integrale di Napolitano letto da Monti:

“Desidero rivolgere un cordiale saluto a tutti i partecipanti al Forum organizzato da The European House Ambrosetti, che si conferma, anche quest’anno, una importante occasione di confronto e scambio di opinioni sulle sfide politiche, economiche e sociali che le nostre società e le nostre istituzioni si trovano ad affrontare.

La crisi che stiamo attraversando ha senza dubbio fatto emergere un crescente senso di malessere, anche da parte di settori importanti della società e della pubblica opinione, nei confronti dello stesso processo di costruzione europea. Le gravi difficoltà dell’economia e dell’occupazione su scala europea e le ricorrenti inquietudini dei mercati hanno evidenziato la necessità di rafforzare, completandola, l’unione fondata sull’integrazione monetaria, in modo da renderla effettivamente strumento di promozione di un convergente e stabile sviluppo economico e sociale. In sintesi, ciò ha messo in luce, con estrema chiarezza, l’urgenza di procedere – seriamente e senza tentennamenti – verso una reale unione politica.

Le difficoltà del presente impongono, infatti, decisioni lungimiranti. Occorre che i leader politici ritrovino il coraggio della scelta europeista, non solo – come fu all’indomani del secondo conflitto mondiale – quale risposta alla catastrofe della guerra, ma – oggi – come unica via per rispondere con successo alle sfide del domani, che mettono alla prova il ruolo dell’Europa nel nuovo contesto globale.    Solo così si potrà costruire un’Europa internazionalmente più forte ed economicamente più dinamica in uno scenario di ricorrenti turbolenze politiche e di sempre più agguerrita competizione.

L’Unione europea è chiamata oggi a questo ‘salto di qualità’: procedere sulla via dell’integrazione le consentirà non solo di acquisire maggiore autorevolezza politica ma anche maggiore capacità di attirare capitali, risorse tecnologiche e umane, capaci di stimolare e sostenere la ripresa, l’occupazione e l’innovazione.    Perché ciò avvenga occorre che l’Europa riguadagni consenso e fiducia tra i propri cittadini, vera forza propulsiva dell’Unione: l’occasione dell’appuntamento elettorale del maggio 2014 assume una valenza cruciale, nel confronto con pericolose correnti di scetticismo e di rifiuto verso l’indispensabile ulteriore integrazione.

Vorrei peraltro chiudere con un messaggio di fiducia e ottimismo. L’Unione Europea rimane un modello di successo che non ha perso la sua vitalità e capacità di attrazione. Lo dimostrano, anche, a discapito di quanti ne lamentano le intrinseche debolezze, alcuni recenti sviluppi: l’allargamento alla Croazia del 1 luglio scorso, il percorso di avvicinamento all’Unione Europea dei Paesi balcani occidentali e l’adozione dell’Euro da parte della Lettonia.    Auguro a tutti i partecipanti buon lavoro per un piano successo del Forum, da cui potrà venire un contributo di grande peso e qualità alla riflessione sui più attuali temi europei e globali”.