Giusy La Ganga (ex deputato Psi): “Con il taglio dei vitalizi avrò difficoltà a mantenermi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 luglio 2018 6:12 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2018 19:21
Giusy La Ganga (ex deputato Psi): "Con il taglio dei vitalizi avrò difficoltà a mantenermi" (foto Ansa)

Giusy La Ganga (ex deputato Psi): “Con il taglio dei vitalizi avrò difficoltà a mantenermi” (foto Ansa)

ROMA – Giusy La Ganga, ex deputato del Partito Socialista Italiano, intervistato dalla Zanzara, confessa che col taglio dei vitalizi avrà difficoltà a mantenersi:

Il taglio del vitalizio [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] mi preoccupa, certo che sì. La trovo una enorme ingiustizia, è tutto forzato, tutto propagandistico. Si potevano dare dei contributi di solidarietà, e poi le nostre pensioni non sono così esagerate. Io prendo 8.455 euro lordi, non netti. Netti restano 4300 euro circa”.

“L’altra sera – dice La Ganga – ho fatto la cena coi miei compagni di scuola ed io ero quello che aveva la pensione più bassa”.

“Perché uno era dirigente di banca, l’altro magistrato, etc…Di che cosa stiamo parlando? Uno che ha fatto il parlamentare per 20 anni è come un dirigente d’azienda? Non mi sento un privilegiato, assolutamente no, anzi mi sento un danneggiato, perché c’è questo clima di ostilità nei confronti di chi ha esercitato funzioni pubbliche che si scatena in questo modo. Probabilmente farò ricorso, un ricorso collettivo, è un mio diritto”.

“Fare il parlamentare – aggiunge – non è come lavorare in banca. Non sono un privilegiato, sono un diverso. Dico che è un’attività che per le sue caratteristiche è diversa, non la puoi trattare come se tu andassi a lavorare in banca. E poi in quel periodo un maresciallo della Guardia di Finanza andava in pensione a 45 anni. Un ferroviere andava in pensione a 45 anni. E adesso questa cosa non la possono fare, non lo puoi fare, non puoi applicare una cosa che all’epoca non esisteva. A meno che tu non a applichi a tutti i cittadini italiani. Ma siccome viene applicata solo a noi, questo è un atteggiamento discriminatorio”.

“Con questa pensione di 4300 netti – spiega – ci campo dignitosamente, certo. Ho solo questa entrata”.

“Se mi tolgono questo introito, finirò in povertà, non c’è dubbio. Finisco in una situazione in cui non sono in grado di mantenermi. Io ci vivo col vitalizio. Li spendo tutti. Ma non è che vivo nel lusso. Non ho case al mare, non ho case in montagna, non ho la barca. Costa tanto il riscaldamento, costano tanto le spese fisse, come sapete. Il mio unico lusso è che abito in una casa un po’ grande, perché ho un grande archivio, una biblioteca. La prima cosa che dovrò fare è che dovrò buttar via tutto quanto, non posso fare altro. Mentre se al mio amico Giuliano Amato o a Violante tagliano un po’ il vitalizio non succede niente, se tagliano il vitalizio a me che è l’unica fonte di reddito… Non vado alla Caritas, non esageriamo. Però vengo messo in una difficoltà quasi insormontabile. Perché non ho più un’età in cui posso trovare un lavoro”.

Ma succede a molti italiani di finire in difficoltà, chiedono i conduttori: “Sì, ma un conto sono le difficoltà oggettive, un conto sono le difficoltà costruite artificiosamente. Ma secondo voi è normale che una persona di 70 o 80 anni abbia un taglio del suo reddito del 65 per cento? Non sono privilegiato, anzi è il contrario. Perché a differenza di 15 milioni di italiani che hanno la pensione retributiva, io non posso avere la pensione retributiva. Gli altri 15 milioni di italiani continuano ad averla”.