Green Pass, calci per sgonfiarlo. Da sinistra puzza al naso e Salvini doppio gioco

di Lucio Fero
Pubblicato il 8 Settembre 2021 10:15 | Ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2021 10:15
Green Pass, calci per sgonfiarlo. Da sinistra puzza al naso e Salvini doppio gioco

Green Pass, calci per sgonfiarlo. Da sinistra puzza al naso e Salvini doppio gioco FOTO ARCHIVIO ANSA

Green Pass, il governo ne estende l’applicazione (o almeno annuncia che sarà così in secca, netta affermazione di Draghi) e in contemporanea cresce sia il numero che l’impegno di coloro che il Green Pass lo prendono a calci. Come fosse un pallone, calci per allontanarlo e soprattutto calci per sgonfiarlo. Si distinguono nell’opera di rimozione-sgonfiamento due squadre di calciatori della palla Green Pass. L’una ha come capitano Matteo Salvini. La sua squadra gioca al doppio gioco, il modulo in campo è quello delle due carte da giocare: dico sì e voto no, voto no e dico sì.

Gioco delle due carte molto parente a quello delle tre carte, dove è previsto che qualcuno vinca sempre (il mazziere) e qualcuno perda sempre, in questo caso il Green Pass. Il capitano dell’altra squadra è Maurizio Landini che dispone la rocciosa Cgil in difesa e lancia in attacco la sinistra intellettuale puzza al naso. La tattica di gioco è quella di farsi convalidare un gol in palese fuorigioco, altro non è che il Sì al vaccino, No al Green Pass.

Né con lo Stato né con…

La sinistra intellettuale, o almeno una discreta compagnia di intellettuali che più a sinistra non si può, non amano il Green Pass, gli fa guinzaglio. Ma giurano, per carità, di essere pro vaccini, anzi vaccinati. Però il Green Pass no. Perché? Perché la sinistra puzza al naso avverte ancora la lontano eco di una posizione che ai tempi non dispiacque affatto, appariva al tempo stesso innovativa, non omologata e pure griffata: era il né con lo Stato né con le Br. Ecco, per a sinistra puzza al naso l’importane e il qualificante è il non stare con lo Stato. Green Pass roba di Stato e governo? Allora l’istinto anti Stato (che è sempre quello delle trame, della corruzione…insomma i cattivi) scatta.

Ad ognuno il suo populismo, anche gli intellettuali gauchisti hanno il loro di populismo (la gente ha sempre ragione, il potere, ogni potere è sempre in torto)? Certo. In Italia poi il populismo gauchista si sposa con antico e radicato e peculiare tradizione anti istituzioni. Soprattutto però la sinistra intellettuale puzza al naso che prende a calci il Green Pass per sgonfiarlo fa così perché cova, anzi esplicita un’idea “sindacale” delle cittadinanza. E cioè il cittadino come detentore di diritti e bisogni per definizione antagonisti con entità “padronali” quali lo Stato e il governo. Naturale quindi che Landini segretario Cgil diventi la guida. Cgil che ha attestato tutto il sindacato sulla posizione per cui un lavoratore non vaccinato ha diritti e bisogni antagonisti con quelli di un cittadino vaccinato, quindi il sindacato protegge il primo (fa parte dei “suoi” in quanto lavoratore) anche a scapito del primo (cittadinanza senza corporazione di riferimento vale meno).

La democrazia liberale, il cittadino soggetto di diritti e doveri? La sinistra intellettuale, anche se insegna con merito negli Atenei, in materia ha abbandonato gli studi. Dalla impraticabilità di una filosofia della storia non ha dedotto ma è scivolata verso un sindacalismo dei diritti: gay, trans, immigrati, minoranze e maggioranze di ogni corporazione e gruppo sociale, quindi perché no No Green? Un bisogno sociale se organizzato e gridato per la sinistra, intellettuale e no, diventa diritto da esigere e soddisfare. Il Green Pass è un dovere e il pan sindacalese cui la sinistra si è ridotta non contempla doveri.

Salvini: se è legge lo voto, se è propaganda non lo voto

Green Pass in Consiglio dei ministri, al governo e anche in Parlamento quando è decreto legge. In questi casi la Lega di Salvini il Green Pass lo vota. Ma quando è mozione parlamentare, emendamento di Fratelli d’Italia o ordine del giorno, allora la Lega di Salvini il Green Pass (lo stesso di prima) non lo vota. Quando far cadere il Green Pass comporterebbe far cadere il governo, allora Salvini approva il Green Pass.

Quando bocciare il Green Pass è azione di scena e propaganda, allora la Lega di Salvini il Green Pass lo prende a calci. Non è solo mandare la palla in tribuna. E’ un gioco, un doppio gioco che eccita gli ultras No Green No Vax in Curva e incoraggia i No Green infastiditi dal controllo presenti se non dominanti in ogni corporazione (scuola-università-pubblico impiego).

A furia di calci…si sgonfia

Si sente spesso dire (ed è un’altra falsità) che dall’introduzione del Green Pass sì è vero che esercizi pubblici mai fatti tanti incassi ma è perché gli esercenti non lo chiedono ai clienti. Falso. Non che manchino gli esercenti che non lo chiedono, la falsità è altra. La gente va più a bere, mangiare e altro perché l’idea che in giro ci siano un sacco di vaccinati e nei locali non ci siano contagiosi (grazie al Green Pass) rassicura e stimola contatti e consumi. Ma prendere a calci il Green Pass, come fanno il doppio gioco alla Salvini e/o il non con lo Stato alla Landini, diffonde…gioco scorretto.

La sinistra puzza al naso si butta in terra reclamando un rigore che non c’è (il fallo ai danni della non discriminazione) e la Lega doppio gioco che innaffia il campo durante la partita, dice ai raccattapalle di di far finta di non trovare il pallone, protesta verso la Curva ad ogni fischio dell’arbitro…