Grillo vs giornalisti: “Baluardo di sistema in decomposto”. Prosegue Favia-gate

Pubblicato il 26 settembre 2012 1:15 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2012 23:57

ROMA – Beppe Grillo non digerisce come la stampa tratta le iniziative del suo movimento e pubblica un duro intervento dal suo blog contro i media, definiti ”ultimo feroce baluardo di un sistema in decomposizione”. Quindi la proposta-provocazione di ”intervistare i giornalisti che si presentano alle manifestazioni” pubblicandone i video su Youtube.

Intanto, la questione della democrazia interna al Movimento 5 Stelle, esplosa col fuorionda del consigliere regionale dell’Emilia-Romagna Giovanni Favia, ex pupillo ora sfiduciato dal comico genovese, continua a far discutere. Proprio Favia, intervistato da Radio 24, torna alla carica. ”Il tema – evidenzia – non è Favia che pone dei problemi di democrazia, ma è che ci sono moltissime persone nel movimento che hanno voglia di capire come saranno queste dinamiche”. E il consigliere regionale insiste: ”Grillo è padrone del logo, ma non è padrone del movimento. Il movimento l’abbiamo creato mattone su mattone sul territorio, io sono stato eletto da una lista civica. Sono stato scelto e votato dai cittadini e quindi rispetto il mio impegno con loro”.

Ma al di là del difficile rapporto interpersonale (”Purtroppo si è alzato un muro da parte di Beppe Grillo e dello staff”) Favia sottolinea come ”la questione sono i tanti nel M5S che chiedono strumenti di democrazia interna a livello nazionale e che non vanno delusi perchè se noi sbagliamo le elezioni per il Parlamento, non ci sarà una seconda chiamata. Come abbiamo aumentato i voti velocemente, così li possiamo perdere”.

Grillo nel frattempo sfoga online la sua ira contro i media: ”L’Italia è un’Isola dei Famosi, un reality show di sessanta milioni di persone che ascoltano favole – scrive – racconti fantastici in dosi così massicce e da così lungo tempo da aver trasformato il Paese in un gigantesco Truman Show”. E in particolare si scaglia contro i giornalisti suddividendoli in tre categorie: ”Gli indipendenti (pochi, eroici e spesso emarginati), gli schiavi (tantissimi, sfruttati e pagati 5/10/20 euro a pezzo) e i Grandi Trombettieri del Sistema, nominati in posizioni di comando dai partiti e dalle lobby (direttori di testata, caporedattori, grandi firme, intellettuali per meriti sul campo)”.

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